Cagliari, “picchiato con calci e pugni fuori dalla discoteca Skin: gli aggressori sono fuggiti in taxi”

Botte fuori dal locale di via Venturi. Simone Carlini, 26enne di Sestu, è la vittima del pestaggio: “Erano in 5, non so chi siano. Perdevo sangue e vomitavo, all’ospedale mi hanno dato due settimane di cure. Ora sono a casa, immobilizzato, con il collare e il tutore al braccio destro”.

Un’aggressione in piena regola, quella raccontata ai medici del Brotzu da Simone Carlini, ventiseienne di Sestu, noto per aver realizzato, negli anni, alcune canzoni. “Calci e pugni” che l’hanno costretto, dopo qualche ora, a dover chiamare il 118. Nelle carte ufficiali dell’ospedale si legge che “il paziente riferisce di essere stato aggredito da più persone, sconosciute, fuori da una discoteca alle 3:30” di ieri. “Sarebbe stato colpito alla testa con calci e pugni, con successivo trauma cranico commotivo”. E, dopo la visita, i medici stilano il referto, ed emergono escoriazioni alla fronte, ecchimosi al gomito e braccio destro e dolori”. La prognosi è di quindici giorni, che il giovane dovrà trascorrere nella sua abitazione.
IL RACCONTO – “Sono arrivato alla discoteca Skin, in via Venturi a Cagliari, verso l’una, insieme alla mia ragazza e ad un gruppo di amici. Verso le 3 dovevo andare in bagno. Qualcuno mi ha dato una spinta e sono finito contro un buttafuori, che mi ha portato fuori dal locale”. Poi, però, stando al racconto di Carlini, l’incomprensione sarebbe stata chiarita: “Stavano per farmi rientrare quando, in cinque, mi hanno aggredito con calci e pugni, ricoprendomi di insulti. La mia compagna li ha visti fuggire a bordo di un taxi, poco prima dell’arrivo della polizia. Durante l’aggressione anche un addetto alla sicurezza del locale, insieme alla mia compagna, ha cercato di proteggermi dalla furia del branco. All’interno della discoteca siamo stati benissimo, non c’è stato nessun problema”. All’arrivo degli agenti, Simone Carlini ha raccontato cosa gli era successo, “ma non stavo ancora malissimo, e ho avuto la forza di ritornare a casa. Dopo qualche ora, però, mi sono sentito male per i dolori, ho anche comitato sangue. Ecco perché ho chiamato, verso le dieci, un’ambulanza del 118. Domani, insieme al mio avvocato, presenterò una denuncia alle Forze dell’ordine. Spero che i miei aggressori abbiano le ore contate, ora sono a casa coricato e non posso muovermi assolutamente. Sono immobilizzato totalmente, con il collare e un tutore al braccio destro”.


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