Cagliari, ottomila auto multate in un anno per la pulizia delle strade: “State più attenti”

Per molti automobilisti sarebbe un “business” per fare cassa, mentre altri si appellano alla “distrazione”. Le macchine rimosse dal carro attrezzi, da giugno 2018 a maggio, sono tantissime. Il comandante della polizia Municipale, Mario Delogu: “I cagliaritani che hanno sbagliato non sono dei ‘poverini’, sennò cosa dovrebbero dire gli onesti?”

I cinque carro attrezzi in dotazione alla polizia Municipale, negli ultimi dodici mesi scarsi, hanno viaggiato tantissimo per le strade di Cagliari e Pirri, portando via le auto parcheggiate ai bordi delle vie interessate dallo spazzamento. I dati, forniti dal comandante Mario Delogu, non lasciano spazio a molte interpretazioni: “Nel 2018 l’attività è iniziata nel secondo semestre e le auto rimosse sono state 5727, mentre nel 2019 sono 2236”. Facendo un semplice calcolo, si raggiunge il totale di  7963 rimozioni, con tanto di multa di oltre cento euro. Una media di oltre venti automobili ai giorno, tutte finite nel deposito dei veicoli di viale Monastir, in attesa di ritornare – dopo il pagamento di oltre cento euro – tra le mani dei legittimi proprietari. Dopo l’inchiesta realizzata da Casteddu Online arriva, dai vertici della Municipale, l’ulteriore conferma della “strage” di automobili trovate ai bordi delle strade interessate dalla pulizia mensile. E lo stesso Mario Delogu, comandante della polizia Municipale, spiega che la causa del numero altissimo delle rimozioni effettuate è da addebitarsi, totalmente, ai cagliaritani sbadati.

 

“Si tratta di una volta al mese, basta fare un piccolo sforzo e stare più attenti. Non deve passare il messaggio che chi lascia l’auto parcheggiato nelle strade dove deve passare la macchina spazzatrice sia un ‘poverino’, anche perché sennò cosa dovrebbero dire i tanti onesti che rispettano la legge?”, afferma Delogu. “È come per il discorso della doppia fila, quante volte la gente si scusa dicendo che ‘tanto sono solo cinque minuti’? Noi tuteliamo i diritti di chi rispetta le norme”.


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