Cagliari, notte da incubo per una paziente oncologica a Capodanno: “Interminabile attesa per i continu botti per i festeggiamenti e noi barellati ci siamo sentiti un peso per i volontari del 118, alcuni si sono definiti badanti e hanno espresso di aver trascorso un capodanno pessimo”.
A raccontare l’accaduto è Tiziana M: “Ho subito un’asportazione tumorale a ottobre, con un nuovo malessere” dopo aver letto l’articolo di Casteddu Online https://www.castedduonline.it/cagliari-caos-nelle-notte-al-ss-trinita-tante-ambulanze-in-attesa-pazienti-seminudi-ammassati-in-barella/?fbclid=IwdGRjcAPImCRjbGNrA8iYHXNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHqKmN1GTXgSqNbQGDHQ71MN9G3wAk0zKBSu9p8ldZBexTrj4f7ONT9dxXPLK&brid=hZ4zqzUx51Ge3Gzb-zpGBQ ha voluto condividere la sua esperienza.
La notte più lunga dell’anno trascorsa al ps del SS Trinità per un grave malessere, i pazienti barellati come lei sono stati posizionati nella saletta pre-accettazione delle ambulanze, “in attesa dell’accettazione per la fila interminabile. Ho intrapreso quella notte una discussione accesa con alcuni volontari, si sono lamentati dei turni pesanti, del capodanno mancato e di non essere “badanti”. In piu’ è stato sminuito il mio malessere invitandomi a liberare la barella per far sì che terminassero il turno. Forse in questi casi sarebbe opportuno che il personale venisse formato maggiormente” spiega la donna.
Da un lato i pazienti che stanno male, che devono combattere contro la malattia anche nei giorni di festa e dall’altro i volontari, instancabili, che mai si tirano indietro e che, essendo umani, possono perdere forse un pò le forze psicologiche e fisiche a causa della mole di lavoro alla quale devono provvedere. Anche i giorni di festa.
Ambulatori pieni e pochi medici di turno, i tempi di attesa si prolungano per tutti e chi paga le conseguenze sono i pazienti come i lavoratori sanitari. Può capitare che la tensione e la stanchezza possa generare nervosismo in entrambe le parti. In attesa che la situazione riguardo la sanità sarda si sblocchi, mai perdere le speranze, insomma, anche questa è la triste realtà dei fatti.










