Cagliari, “mio marito con febbre e tosse dopo un viaggio nel nord Italia: impossibile fare il test del Coronavirus”

Il racconto-denuncia di Paola Contu, architetto cagliaritano: “Mio marito tornato da Udine, alcuni suoi colleghi venivano da Veneto e Lombardia. Ai numeri della Regione non risponde nessuno e non ci fanno fare il test. Speriamo sia davvero una semplice influenza”

È tornato venerdì scorso da Udine e, da ieri è alle prese con termometri e fazzoletti. Andrea, 52enne cagliaritano, è il marito di Paola Contu, famoso architetto, di un anno più grande. Da oltre 24 ore sta cercando di capire come poter far effettuare il test del Coronavirus su suo marito. Una missione che, stando al suo racconto, pare molto difficile: “Ho chiamato due volte il 118, mi hanno detto che saremmo stati contattati dal medico di zona, ma nulla. Ho sentito pure il nostro medico di famiglia e, per tutta risposta, ha detto che potrebbe trattarsi di una semplice influenza e ha prescritto una settimana di riposo ad Andrea. Ma come fa ad averne l’assoluta certezza?”, si domanda, con una certa preoccupazione, la donna. Qualche ora fa ha anche contattato l’ospedale Santissima Trinità: “So che lì c’è il reparto Infettivi, ho chiesto se fosse possibile eseguire il test ma mi è stato detto che ha un costo e che non possono farlo a tutti. Sono preoccupata”, afferma la Contu. “Mio marito è entrato in contatto con dei suoi colleghi che vivono nelle due Regioni dove hanno riscontrato vari casi di Coronavirus”. Certo, il fatto che quella del 52enne sia una banalissima influenza è un’eventualità anche abbastanza alta. Ma non una certezza assoluta.
“Vorremmo solo sapere se possiamo continuare a stare tranquilli e trattare febbre a 37.8 e tosse come due sintomi classici”, dice la Contu. “Non voglio portare mio marito al pronto soccorso perché vorrei evitare che possa contagiare altre persone, sarebbe meglio che un dottore venisse a visitarlo a casa. Intanto, al numero di cellulare diramato ieri dalla Regione non risponde nessuno e la segreteria telefonica è piena”.


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