Mercato Coldiretti al San Michele: “Un’ottima idea, ma la logistica rischia di penalizzare i pazienti”. Promuovere la prevenzione attraverso la sana alimentazione è un obiettivo indiscutibile. L’adesione dell’ARNAS G. Brotzu al “Patto per la Salute”, che ha portato il mercato contadino di Coldiretti nei parcheggi dell’Ospedale San Michele, nasce proprio con l’intento di valorizzare la Dieta Mediterranea e i prodotti a chilometro zero. “Tuttavia, dietro le ottime intenzioni dell’iniziativa, emergono alcune criticità logistiche e organizzative che meritano una riflessione approfondita” spiega Maria Francesca Congiu
Presidente Associazione Emera.
Si è svolta oggi l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia che ha portato il mercato contadino ospedale con l’obiettivo di diffondere la cultura della sana alimentazione come strumento fondamentale di prevenzione.
Nell’area parcheggi del San Michele, questa mattina sono stati esposti i prodotti del territorio, offrendo ai cittadini, ai pazienti e al personale ospedaliero l’opportunità di conoscere e acquistare alimenti di della tradizione agroalimentare sarda, di qualità e indispensabili nella Dieta Mediterranea. Ma per Emera sono sorte alcune criticità: “La prima e più evidente riguarda la scelta della location. I parcheggi del San Michele soffrono già di una cronica e strutturale carenza di posti auto. La situazione viene ulteriormente aggravata dal fatto che numerosi stalli vengono occupati dai mezzi degli operatori di Coldiretti, spesso camion e furgoni necessari all’allestimento del mercato, oltre che dalle auto di chi si reca in ospedale esclusivamente per fare acquisti. Questo riduce ulteriormente la disponibilità di parcheggi per pazienti, accompagnatori e personale sanitario, già costretti quotidianamente a lunghe ricerche per trovare un posto. Un ospedale è, per definizione, un luogo di cura. La gestione dei suoi spazi dovrebbe sempre mettere al primo posto l’accessibilità ai servizi sanitari. L’afflusso di visitatori richiamati dal mercato, che si aggiunge a quello ordinario dell’ospedale, rischia di congestionare la viabilità interna e di creare una commistione tra utenti della sanità e clienti del mercato, con possibili ripercussioni sulla funzionalità del presidio ospedaliero.
Un mercato temporaneo, per sua natura, rischia di avere un impatto limitato nel tempo. Una reale prevenzione e l’adozione di corretti stili di vita richiedono percorsi strutturati e continuativi, campagne informative di ampio respiro e il coinvolgimento dei medici di medicina generale, delle scuole e dei servizi territoriali. Senza un adeguato supporto di informazione scientifica o consulenze nutrizionali in loco, l’iniziativa rischia di essere percepita più come un evento promozionale che come un autentico intervento di sanità pubblica. Il progetto dimostra una lodevole volontà di dialogo tra il mondo agricolo e quello sanitario. Tuttavia, per essere davvero efficace, la promozione della salute non dovrebbe mai entrare in conflitto con le esigenze quotidiane di chi frequenta l’ospedale. Per i prossimi appuntamenti sarebbe auspicabile individuare spazi alternativi e limitrofi, esterni alle aree destinate alla sosta di pazienti e operatori sanitari. In questo modo si eviterebbe che un’iniziativa nata per promuovere il benessere dei cittadini finisca, di fatto, per sottrarre parcheggi a chi deve accedere all’ospedale per motivi di salute”.
Presidente Associazione Emera.
Si è svolta oggi l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia che ha portato il mercato contadino ospedale con l’obiettivo di diffondere la cultura della sana alimentazione come strumento fondamentale di prevenzione.
Nell’area parcheggi del San Michele, questa mattina sono stati esposti i prodotti del territorio, offrendo ai cittadini, ai pazienti e al personale ospedaliero l’opportunità di conoscere e acquistare alimenti di della tradizione agroalimentare sarda, di qualità e indispensabili nella Dieta Mediterranea. Ma per Emera sono sorte alcune criticità: “La prima e più evidente riguarda la scelta della location. I parcheggi del San Michele soffrono già di una cronica e strutturale carenza di posti auto. La situazione viene ulteriormente aggravata dal fatto che numerosi stalli vengono occupati dai mezzi degli operatori di Coldiretti, spesso camion e furgoni necessari all’allestimento del mercato, oltre che dalle auto di chi si reca in ospedale esclusivamente per fare acquisti. Questo riduce ulteriormente la disponibilità di parcheggi per pazienti, accompagnatori e personale sanitario, già costretti quotidianamente a lunghe ricerche per trovare un posto. Un ospedale è, per definizione, un luogo di cura. La gestione dei suoi spazi dovrebbe sempre mettere al primo posto l’accessibilità ai servizi sanitari. L’afflusso di visitatori richiamati dal mercato, che si aggiunge a quello ordinario dell’ospedale, rischia di congestionare la viabilità interna e di creare una commistione tra utenti della sanità e clienti del mercato, con possibili ripercussioni sulla funzionalità del presidio ospedaliero.
Un mercato temporaneo, per sua natura, rischia di avere un impatto limitato nel tempo. Una reale prevenzione e l’adozione di corretti stili di vita richiedono percorsi strutturati e continuativi, campagne informative di ampio respiro e il coinvolgimento dei medici di medicina generale, delle scuole e dei servizi territoriali. Senza un adeguato supporto di informazione scientifica o consulenze nutrizionali in loco, l’iniziativa rischia di essere percepita più come un evento promozionale che come un autentico intervento di sanità pubblica. Il progetto dimostra una lodevole volontà di dialogo tra il mondo agricolo e quello sanitario. Tuttavia, per essere davvero efficace, la promozione della salute non dovrebbe mai entrare in conflitto con le esigenze quotidiane di chi frequenta l’ospedale. Per i prossimi appuntamenti sarebbe auspicabile individuare spazi alternativi e limitrofi, esterni alle aree destinate alla sosta di pazienti e operatori sanitari. In questo modo si eviterebbe che un’iniziativa nata per promuovere il benessere dei cittadini finisca, di fatto, per sottrarre parcheggi a chi deve accedere all’ospedale per motivi di salute”.











