Cagliari, medici in rivolta contro l’Ats: scatta la diffida

È una diffida urgente e preavviso di ricorso all’autorità giudiziaria. Sei medici anestesisti si sono rivolti a un legale cagliaritano (Giacomo Doglio) per protestare contro la sospensione delle domande di mobilità. Denunciate assunzioni e trasferimenti “in spregio alle più elementari regole di correttezza e buona fede contrattuale”

Hanno fatto domanda di mobilità. Ma l’Ats ha lasciato tutto in sospeso. E ora è scattata una diffida urgente con preavviso di ricorso all’autorità giudiziaria. Sei medici anestesisti (ma tanti altri si stanno unendo alla protesta) si sono rivolti a un legale cagliaritano (Giacomo Doglio, la diffida è del dicembre scorso) per protestare contro la sospensione delle domande di mobilità.

I sei camici bianchi, lavorano in diverse  Assl sarde e hanno presentato domanda di mobilità interna per essere trasferiti presso altre strutture ospedaliere. Ma mentre le domande sono rimaste in sospeso “si susseguono, invece, in spregio alle più elementari regole di correttezza e buona fede contrattuale”, scrive Doglio, “assunzioni/trasferimenti di altri colleghi, anche neoassunti, che, per ragioni certamente meritevoli di approfondimento, anziché essere destinati nelle Aree Socio Sanitarie in cui operano i miei assistiti, in modo tale da consentire il perfezionamento della procedura attivata dalla medesima  Ats o il riavvicinamento richiesto, vengono assegnati/trasferiti proprio in quelle Assl. Scelte a dir poco irragionevoli”, aggiunge, “posto che non si comprende quale senso abbia avuto invitare i dirigenti medici ad esprimere una manifestazione di interesse finalizzata alla mobilità verso altre ASSL per poi collocare nelle sedi richieste colleghi appena assunti a tempo indeterminato o, addirittura a tempo determinato”.

Il legale asserisce che “la documentazione in possesso dei mie assistiti (tutte le deliberazioni e determinazioni di ATS emanate nel periodo 2017/2018) attesta inequivocabilmente l’illegittimità delle scelte adottate che li hanno inspiegabilmente sfavoriti. La presente vale, pertanto, quale diffida affinché” L’Ats “provveda, eventualmente previo annullamento di tutti gli atti lesivi dei diritti dei miei assistiti, ad assumere tutte le necessarie determinazioni affinché possa essere immediatamente trasferiti presso le Assl indicate nelle domande di mobilità”.

In  caso contrario i medici, conclude la diffida, si rivolgeranno “all’autorità giudiziaria in tutte le sedi competenti, nessuna esclusa”.


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