Cagliari, manca un centro di riabilitazione visiva: “Devono rivolgersi a privati e non mancano le difficoltà”. La questione approda in consiglio comunale con l’obiettivo di “promuovere ogni iniziativa utile per sensibilizzare sul tema e sostenere il diritto delle persone cieche e ipovedenti a ricevere servizi riabilitativi adeguati e gratuiti”.
A sollevare la questione è Roberta Sulis, consigliere comunale e medico, “la riabilitazione visiva per persone cieche e ipovedenti rappresenta un servizio essenziale per favorire l’autonomia personale, l’inclusione sociale, l’orientamento e la mobilità.
ACagliari, allo stato attuale, non risulta attivo alcun centro di riabilitazione visiva all’interno delle aziende sanitarie o in regime di convenzione con esse, dedicato alla riabilitazione visiva per persone cieche e ipovedenti; la chiusura o l’assenza di un centro dedicato comporta per i cittadini difficoltà nell’accesso ai servizi riabilitativi, costringendo molte persone a rivolgersi a strutture private o a spostarsi verso altri territori”.
La materia sanitaria è di competenza regionale, ciò nonostante, il Comune può svolgere un ruolo fondamentale di stimolo politico, collaborazione istituzionale e supporto operativo.
La presenza di un centro di riabilitazione visiva rappresenterebbe un presidio importante per il benessere delle persone con disabilità visiva, con effetti positivi in ambito sociale, educativo, lavorativo e familiare. Il diritto all’accesso paritario ai servizi socio-sanitari è un principio fondamentale, si mira quindi a favorire la riapertura o l’attivazione di un centro di riabilitazione per ipovedenti e ciechi all’interno del sistema sanitario oppure in convenzione con esso, perchè è una priorità per garantire pari opportunità e migliorare la qualità di vita di molti cittadini.
Le richieste al Comune sono quelle di “attivarsi presso la Regione Sardegna, e in particolare presso l’Assessorato Regionale alla Sanità, affinché venga valutata la riapertura o l’istituzione di un centro pubblico di riabilitazione visiva nel territorio del Comune di Cagliari, di collaborare con le istituzioni regionali, le aziende sanitarie locali, le associazioni rappresentative delle persone con disabilità visiva e gli enti del Terzo Settore”.
A sollevare la questione è Roberta Sulis, consigliere comunale e medico, “la riabilitazione visiva per persone cieche e ipovedenti rappresenta un servizio essenziale per favorire l’autonomia personale, l’inclusione sociale, l’orientamento e la mobilità.
ACagliari, allo stato attuale, non risulta attivo alcun centro di riabilitazione visiva all’interno delle aziende sanitarie o in regime di convenzione con esse, dedicato alla riabilitazione visiva per persone cieche e ipovedenti; la chiusura o l’assenza di un centro dedicato comporta per i cittadini difficoltà nell’accesso ai servizi riabilitativi, costringendo molte persone a rivolgersi a strutture private o a spostarsi verso altri territori”.
La materia sanitaria è di competenza regionale, ciò nonostante, il Comune può svolgere un ruolo fondamentale di stimolo politico, collaborazione istituzionale e supporto operativo.
La presenza di un centro di riabilitazione visiva rappresenterebbe un presidio importante per il benessere delle persone con disabilità visiva, con effetti positivi in ambito sociale, educativo, lavorativo e familiare. Il diritto all’accesso paritario ai servizi socio-sanitari è un principio fondamentale, si mira quindi a favorire la riapertura o l’attivazione di un centro di riabilitazione per ipovedenti e ciechi all’interno del sistema sanitario oppure in convenzione con esso, perchè è una priorità per garantire pari opportunità e migliorare la qualità di vita di molti cittadini.
Le richieste al Comune sono quelle di “attivarsi presso la Regione Sardegna, e in particolare presso l’Assessorato Regionale alla Sanità, affinché venga valutata la riapertura o l’istituzione di un centro pubblico di riabilitazione visiva nel territorio del Comune di Cagliari, di collaborare con le istituzioni regionali, le aziende sanitarie locali, le associazioni rappresentative delle persone con disabilità visiva e gli enti del Terzo Settore”.
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