Cagliari, l’urlo di 458 cittadini: “Il Corso sta morendo, la pedonalizzazione è un fallimento”

C’era una volta una bellissima strada nel centro di Cagliari, un po’ disordinata, ma ricca di vita, di colori, di attività. “Salviamo il Corso!”, è il titolo di una raccolta di ben 458 firme di cittadini cagliaritani. “Era un piacere passeggiare per effettuare acquisti di qualsiasi genere, per recarsi dai vari artigiani…ora è un mortorio, nel Corso muore tutto. Non passano nè auto nè autobus”

C’era una volta una bellissima strada nel centro di Cagliari, un po’ disordinata, ma ricca di vita, di colori, di attività. “Salviamo il Corso!”, è il titolo di una raccolta di ben 458 firme di cittadini cagliaritani. “Era un piacere passeggiare per effettuare acquisti di qualsiasi genere, per recarsi dai vari artigiani dei più svariati generi nonché dai diversi antiquari ed anche per un piacevole passatempo. Certo è che i disagi non mancavano: traffico spesso congestionato, smog a volte eccessivo, ma ciò era compensato dal fatto che i suoi abitanti, i commercianti ed i loro clienti, potevano raggiungere con facilità la propria abitazione, o il loro negozio. Era infatti possibile parcheggiare in zone limitate del Corso, trasportare oggetti ingombranti nelle proprie abitazioni, accompagnare persone anziane o disabili, arrivare con i mezzi pubblici o con i taxi, effettuare lavori di ristrutturazione delle abitazioni e dei locali commerciali, fare la spesa senza dover percorrere lunghe distanze con grossi pesi, era cioè possibile vivere normalmente”.

Ma ecco il testo completo di una petizione che farà discutere a lungo: “Premesso di avere molto apprezzato il tanto atteso rifacimento dei sottoservizi e della pavimentazione, l’aver voluto trasformare questa zona molto vissuta, in zona esclusivamente pedonale, ha comportato un devastante cambiamento della vita degli abitanti e dei commercianti del Corso, cambiando lo spirito sociale ed economico di questa storica strada.

Spariti i parcheggi ed i mezzi pubblici, gli abitanti ed i clienti delle attività commerciali devono sobbarcarsi allucinanti percorsi a piedi. Per accedere al Corso è necessario un certificato medico di sana e robusta costituzione. Le persone anziane ed i disabili non possono praticamente più lasciare la propria abitazione. Altro grande problema sarà la raccolta differenziate porta a porta.

La strada è diventata un vero mortorio; si anima solo nelle tarde ore della sera (con la gioia di chi vorrebbe riposare), per l’afflusso dei clienti dei ristoranti, dei pub e dei kebab che hanno sostituito i vari caratteristici ed utili negozi, chiusi per mancanza di clienti che non possono più raggiungere agevolmente il Corso.

Si assiste infatti ad un progressivo abbandono di queste ultime attività nonché al desiderio di molti abitanti di trasferirsi altrove a causa della difficoltà di vita in questa nuova situazione. La strada adesso ha un aspetto squallido ma con una bella pavimentazione, questo a parere di moltissimi intervistati.

Eroico è lo sforzo degli ultimi negozianti e degli abitanti, di non abbandonare la loro strada. Nessuna concessione o aiuto è stato dato dall’amministrazione comunale. Esiste un parcheggio multipiano in Via Caprera che da molti anni è chiuso per lavori, e che potrebbe dare un importante sollievo alla problematica dei parcheggi e quindi della accessibilità al Corso da parte sia degli abitanti che dei clienti; invece nulla si sta ancora facendo.

Anni di palleggio di responsabilità anche per l’eliminazione di quella orribile palizzata che protegge i reperti archeologici all’angolo di Via Sassari e che spacca in due il Corso accelerando ancor più la morte della parte stretta del Corso stesso. Ben diversa attenzione è stata data per gli importanti reperti archeologici, scoperti e subito sepolti, all’angolo di via Mannu, strada di serie A.  Il Corso è moribondo; LA PEDONALIZZAZIONE E’ UN FALLIMENTO!!!

Chiediamo pertanto quanto segue:

  1. Riapertura del traffico almeno da via Sassari nel mattino, dalle ore 6 alle ore 12, dei mezzi leggeri (di peso inferiore alle due tonnellate) allo scopo di poter effettuare tutte quelle operazioni indispensabili per la vita stessa del Corso. Ripristino di almeno una delle due linee di trasporto pubblico (anche se con piccoli autobus).  Si dice che il transito dei mezzi sarebbe impedito dalla non idoneità del basolato a sostenere il peso di mezzi anche leggeri, manco fosse una soletta di un normale appartamento. Ma ciò è facilmente superabile limitando il transito sulla pavimentazione in lastre di granito che occupa una vasta zona centrale della strada.
  2. Riapertura in tempi stretti del parcheggio multipiano di via Caprera.
  1. Posizionamento di arredi urbani e di piante.
  1. Miglioramento della illuminazione stradale e possibilmente sostituzione della stessa con idonea illuminazione in stile.
  1. Istituzione del Vigile di Quartiere, soprattutto nelle ore serali e notturne, per contrastare i vandalismi ed il disturbo della quiete, frequenti nelle “ Movide”.
  1. Eliminazione della barriera del sito archeologico angolo Via Sassari che divide in due parti il Corso, una larga e visibile, mentre l’altra viene nascosta, perdendo di interesse.
  1. Urgente rifacimento del Vicolo Maddalena, vera vergogna cittadina.
  1. Realizzazione di un importante parcheggio di scambio, con la possibilità di utilizzo di piccoli mezzi pubblici che portino gli utenti fino al Corso, per garantirne l’accessibilità, ora compromessa. Tale proposta, già presentata anni fa a più riprese, per un parcheggio in una zona inutilizzata ed alla convergenza di importanti vie di accesso alla città, nei pressi di La Plaia, non è mai stata presa in considerazione. Un parcheggio di scambio, come in tutte le città che vogliano valorizzare i centri storici, è un elemento di primaria importanza.
  1. Molto importante è la richiesta della inversione di marcia del tratto di via Caprera tra Via Mameli ed il Corso, dando la possibilità agli operatori ed agli abitanti, di poter utilizzare gli spazi di carico e scarico ( spariti ) . Si sottolinea che nell’attuale situazione, l’accesso anche alla seconda parte del Corso, quella che porta a Via  Tigellio, è accessibile solo da Via Palabanda e vico Carloforte, dopo aver effettuato un assurdo percorso.


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