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Cagliari, lavoratori Forestas in piazza: “Basta politici e sindacalisti di professione”

di Redazione Cagliari Online
4 Dicembre 2017
in cagliari

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Cagliari, lavoratori Forestas in piazza: “Basta politici e sindacalisti di professione”

Dopo lo sciopero del primo giugno in piena campagna Antincendio​, a cui aderirono oltre mille addetti e dopo il sit-in del 11 luglio e dello scorso 8 novembre, i lavoratori di Fo.Re.S.T.A.S. saranno ancora in piazza, per la quarta volta in pochi mesi​, stavolta con un corteo che rischia di intasare il traffico​ ​di​ ​Cagliari​ ​da​ ​viale​ ​Trieste​ ​a​ ​via​ ​Roma​ ​durante​ ​tutta​ ​la​ ​mattinata​ ​ddi domani​. Sciopero generale e manifestazione di tutti i dipendenti dell’Agenzia regionale Forestas  ore 9 raduno e partenza piazzale Trento a Cagliari con arrivo a mezzogiorno in via Roma per far tappa poi  sotto l’assessorato​ ​regionale​ ​del​ ​Personale​ ​ ​e​ ​dell’Ambiente​ .
I dipendenti Fo.Re.S.T.A.S. si ribellano alla politica ed alle scelte dei “sindacalisti di professione” (così chiamano CGIL, CISL e UIL che in effetti tali sono) e aderendo alle sigle sindacali autonome (S.a.di.r.S., Confederdia e Snaf) hanno organizzato per uno sciopero per chiedere agli organi politici della Regione Sardegna di risolvere la situazione che li vede discriminati rispetto al restante personale del “Sistema Regione”, con un contratto inapplicabile e inadeguato ai compiti svolti dall’Agenzia al servizio dei Comuni della Sardegna e con risorse economiche ed organizzative assolutamente​ ​non​ ​congrue​ ​ai​ ​compiti​ ​di​ ​Legge​ ​(dalla​ ​Protezione​ ​Civile​ ​alla​ ​gestione​ ​dei​ ​Sentieri).​
“Le problematiche arci-note alla politica – spiegano in una nota – riguardano un’Agenzia Regionale che sinora non ha saputo rispondere alle aspettative e le esigenze dei Territori​: sono un esempio – tra i tanti – gli articoli sui giornali in occasione della campagna di prevenzione degli incendi 2017 – ove si parlò degli uomini di Fo.Re.S.T.A.S. mandati a pulire strade e territori comunali armati di solo falcetto, mentre tanti automezzi ed attrezzature meccaniche restarono parcheggiate a causa della inconferibilità di mansioni professionali per via del contratto di lavoro applicato al personale di Fo.Re.S.T.A.S. con i dirigenti (pochi, uno ogni 800 dipendenti!) che ogni giorno si barcamenano tra le necessità di rispondere alle esigenze dei Comuni, erogando servizi pubblici essenziali e di pubblica sicurezza​, e la preoccupazione di non infrangere (rispondendone in solido) le regole e le norme dettate dal Testo Unico sul Pubblico Impiego”.
“Ulteriore elemento di sofferenza, ormai annoso, – aggiungono – è rappresentato dalla presenza di oltre 1300 LAVORATORI ​definiti “SEMESTRALI” vittime di una mistificazione e di una narrazione pseudo-sindacale che li vede rappresentati come PRECARI STORICI ma in realtà, a tutti gli effetti e sin dal 2005, nell’organico della Regione, assolutamente lavoratori a tempo indeterminato ma oggi senza alcuna certezza normativa se non quella di una chiamata nominale annuale, padri di famiglie spesso mono-reddito, che vivono nei paesi della Sardegna dove ormail’Agenzia Fo.Re.S.T.A.S. (prima Ente
Foreste della Sardegna) costituisce la principale e unica fonte di reddito da lavoro dipendente”.

“L’età media dei lavoratori ​Fo.Re.S.T.A.S. supera ormai i 58 anni, con oltre il 13% di sessantenni ed il 64% del personale a tempo indeterminato ultra-cinquantenni . Eppure, nonostante questi dati preoccupanti​, i sindacati e la Giunta Regionale si ostinano a proporre “piani di stabilizzazione dei precari”, mentre i lavoratori sostengono l’applicazione del medesimo Contratto di tutte le altre Agenzie regionali, trasformando immediatamente il rapporto di lavoro da tempo determinato
ad indeterminato ed utilizzando il TURN-OVER per l’ingresso di nuovi assunti, braccia e menti giovani e produttive​. Tecnicamente sarà possibile, come ha sempre certificato la prima commissione del Consiglio Regionale ed il suo Presidente On. Agus, ma l’ostracismo di alcuni rappresentanti sindacali confederali poco rappresentativi della volontà dei lavoratori ​pesano ed impediscono questo progresso, voluto dai lavoratori che ora si ribellano ai ​diktat dei propri sindacalisti di professione ​e non tollerano lo stretto filo trasparente che lega la politica a certi sindacati”.
“Il 28 novembre  l’assessore Filippo Spanu ha accompagnato in Consiglio l’approvazione di una norma intrusa nella III ed ultima variazione del bilancio regionale 2017, inserendo gli stanziamenti di legge (appena 4,9 milioni di €uro per i seimila dipendenti Forestas contro i 13 milioni stanziati per altrettanti dipendenti regionali “di serie A”) per anticipare gli adeguamenti contrattuali minimi che la legge prevede pari al tasso di inflazione annuo – dicono gli organizzatori della manifestazione – ma oltre alla norma finanziaria è stata surretiziamente inserita – non si capisce come e perché e da chi – una norma incostituzionale che mira a mantenere i lavoratori di Fo.Re.S.T.A.S. nel contratto dell’Agro-industria (CCNL
agricoli-forestali) invece di inquadrare tutti – come prevede la Legge Regionale – nel comparto del “Sistema Regione”: eppure siamo già dal 2001 a tutti gli effetti regionali”. Con l’effetto di un improprio (ed inefficace) intervento teso forse ad arginare lo straripante malcontento dei lavoratori​, che porterà per la terza volta quest’anno le migliaia di lavoratori e lavoratrici dell’Agenzia regionale a manifestare sotto le finestre degli assessorati e presso il consiglio regionale. Tutto questo, secondo alcuni organizzatori dello sciopero, al solo apparente fine di assicurare la sopravvivenza delle sigle sindacali confederali dell’agro-industria, che senza la consistenza numerica dei lavoratori dell’agenzia regionale Forestas, resterebbero da curare gli interessi dei soli lavoratori del settore tabacco, pesca marittima, industria alimentare, margarine ed involucri per salumi, conto-terzismo, panificazione, allevamento e settore agricolo privato…davvero poche le tessere per un settore che fino a poco tempo fa ne ha contato circa quattromila solamente dall’ex-Ente Foreste”

“Vogliamo un’Agenzia capace di collaborare con tutte le amministrazioni comunali ed i parchi regionali in modoefficiente, per curare il nostro territorio, per difenderlo dagli incendi e dalle calamità naturali, per valorizzare e rendere produttivo il bosco in maniera eco-sostenibile. MA l’attuale contratto non ce lo permette. Non vogliamo​ che​ ​l’Agenzia​ ​muoia​ a favore delle cooperative private. Non vogliamo più parlare di improbabili ipotesi di stabilizzazioni decennali che – come chiarito anche nel piano del Personale e nei dati illustrati dall’amministratore unico alle parti sindacali – non si concluderà mai ​ma sta impedendo da anni all’agenzia di rinnovarsi e di puntare sulla professionalizzazione. Sono in gioco interessi “inconfessabili​” al cui altare si sacrificano le vere urgenze dell’Agenzia Forestas, privandola degli strumenti contrattuali che servono per la
corretta gestione del personale. Con l’applicazione del Contratto Regionale già applicato a tutte le altre agenzie della R.A.S. i lavoratori entrerebbero invece – finalmente – a far parte del sistema negoziale proprio della funzione pubblica. Con buona pace dell’Agro-industria sindacale.”

“Parleremo di come vengono oggi utilizzati quei 100€ pro capite che la Sardegna stanzia per questa importante Agenzia, parleremo di cosa si è fatto e cosa si vorrà fare di questo “abbonamento annuale da 100€​” che ogni sardo, ogni vostro cittadino, ogni Comune della Sardegna versa virtualmente per noi ogni 12 mesi: vogliamo che tutto ciò (finalità di legge, promesse politiche, costi per la società) siano coerenti con la previsione di uno stanziamento economico adeguato alla missione che la nuova Legge Forestale (L.R. 8/2016) ha affidato alla più grande Agenzia regionale presente ed operativa
(sulla​ ​carta)​ ​in​ ​tutto​ ​il​ ​territorio​ ​regionale”.​

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