Cagliari, l’assedio degli ex portuali alla fame: “Vogliamo tornare al lavoro, salvate il Porto Canale”

L’ennesima manifestazione dei 200 lavoratori del Porto Canale, la Naspi sta finendo e sono arrivati alla massima disperazione: “Regione e Governo cerchino un nuovo terminalista, il nostro lavoro è fondamentale per tutta l’Isola: i sussidi stanno finendo”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

La disperazione ha già superato il livello massimo di guardia. Gli ex portuali di Cagliari, senza lavoro da oltre due anni, tornano a manifestare compatti per chiedere una “rinascita” di quel Porto Canale dove, da troppo tempo, la Cict è sparita e ha lasciato nelle secche della disoccupazione prima e, da qualche mese, di una Naspi sempre più ridotta, duecento famiglie. Ennesima manifestazione, stavolta sotto la prefettura. L’incontro urgente con il prefetto richiesto da sindacati e lavoratori dev’essere, nelle loro speranze, l’unico modo per strigliare Regione e Governo affinchè possano andare alla ricerca di un nuovo terminalista che possa garantire, semplicemente, posti di lavoro. La trattativa sembra arenata, negli ultimi mesi sono state tante le manifestazioni di protesta, dal porto alla scalinata di Bonaria, dal Consiglio regionale in via Roma sino a Villa Devoto. Nulla di concreto, però, è sinora arrivato. E la rabbia mista alla preoccupazione è sempre più grande.
Tra i lavoratori e i sindacalisti non serpeggia certo il buonumore: “Vogliamo che si gettino definitivamente le basi per iniziare la ricerca di un nuovo terminalista per il Porto Canale e per la creazione dell’agenzia”, spiega William Zonca. “Il lavoro dei portuali è fondamentale per tutta l’Isola, i sussidi vanno bene se sono temporanei ma stanno finendo. Vogliamo che il nostro porto venga trattato al pari degli altri italiani”.


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