Cagliari, lamentele per il fuoco acceso dai senzatetto in via Dante: “Così possiamo scaldarci”

Due poveri vivono all’addiaccio nella strada. Da alcune settimane utilizzano un bidone come “forno” per cucinare del cibo, fioccano le lamentele da parte di alcuni residenti ma loro si difendono: “Facciamo fuoco per mangiare e scaldarci”

Da anni è diventato il “rifugio” di un senzatetto e, negli ultimi tempi, anche un altro clochard ha deciso di accamparsi nel tratto di via Dante tra via Cimarosa e via Donizetti. Uno, Roberto Medas, un anno fa ha anche rilasciato un’intervista a Casteddu Online: “Il Comune conosce la mia situazione, non è vero che voglio stare qui. Mi avevano messo in una struttura, ma io voglio vivere da solo”, aveva detto. Nei mesi successivi, anche il Comune era intervenuto per cercare di trovare una soluzione e garantire un tetto sicuro al povero, senza però riuscirci. Oggi, tra materassi e coperte il “rifugio” all’aperto dei due poveri si è decisamente allargato. E, nelle ultime settimane, alcuni abitanti dei palazzi circostanti si sono lamentati per i falò accesi, di frequente, dai due clochard. In effetti, sul marciapiede di via Dante c’è un bidone di latta, bello grosso, riempito di legna, dal quale fuoriesce del fumo. “Accendiamo questo piccolo fuoco per poter mangiare e per poterci scaldare, che male c’è?”, chiede Roberto. “Oggi ho scaldato un paio di fettine di carne”. La sua situazione è nota sia all’assessorato delle Politiche sociali sia a più di un’associazione che si occupa di poveri. Ma lui, il 55enne originario di Dolianova, continua a vivere lì: “Forse, con l’anno nuovo, riuscirò ad avere finalmente una stanza per me e il mio cane”.


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