Cagliari, l’allarme: “Neuroriabilitazione dal Brotzu all’Oncologico? Gravi rischi per i pazienti”

Il reparto potrebbe essere trasferito con la nuova riforma sanitaria, l’sos dell’Associazione sarda traumi cranici. Maria Deiana: “Pazienti e famiglie impaurite, rischiamo di perdere i posti letto per la riabilitazione anche di chi è cerebroleso: abbiamo solo 24 posti letto, ne servono almeno 40”

La nuova riforma sanitaria varata dalla Regione? Continua a ricevere critiche da parte di varie associazioni di pazienti. L’ultimo sos arriva dall’Astco (Associazione sarda traumi cranici, esiste dal 2000), che punta il dito contro la “possibilità del trasferimento del reparto di Neuroriabilitazione dal presidio San Michele al Businco di Cagliari”. Un cambio di qualche centinaia di metri, dal Brotzu all’Oncologico, che se confermato potrebbe portare “gravi disagi ai pazienti”, sostiene la presidentessa regionale dell’associazione, Maria Deiana. “Come associazione di persone con grave cerebrolesione acquisita raccogliamo le paure dei pazienti e delle loro famiglie, che vedono questo trasferimento come peggiorativo rispetto alla accessibilità alle cure riabilitative dei pazienti in situazioni di gravità e fragilità come dopo un trauma cranico o un ictus”.

“L’ospedale Oncologico non garantisce i servizi necessari in loco (i pazienti con GCA richiedono di consulenze specialistiche quasi quotidianamente)”, spiega la Deiana, “per cui i pazienti dovranno spostarsi con grave disagio e rischio, vista la logistica del Businco già  segnalata come carente dai pazienti affetti da problematiche oncologiche. Ci troviamo di fronte ad un grave rischio, quello di perdere dei posti letto necessari ai fini della riabilitazione delle persone con gravi cerebrolesioni acquisite in un contesto regionale già povero di risposte. Oggi sono presenti 22/24 posti letto divisi nella provincia di Cagliari e Oristano con il Nord Sardegna totalmente scoperto. La regione Sardegna necessità di circa 35/40 posti letto di Neuroriabilitazione”.


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