Cagliari, il taxi “dimentica” la nuova pista ciclabile e viene multato. Tra i cittadini resta il dibattito sulla sicurezza
Le nuove piste ciclabili stanno cambiando il volto della viabilità cittadina, ma anche le abitudini degli automobilisti. E non tutti sembrano essersi ancora adeguati. Chi era abituato ad accostare o a sostare per qualche minuto in spazi non delimitati, nei cosiddetti “parcheggi creativi”, oggi rischia infatti una multa.
È quanto accaduto a un taxi, fermatosi in un tratto che fino a poco tempo fa molti avrebbero considerato una semplice area di sosta temporanea. Con il nuovo assetto della strada, invece, quello spazio è diventato parte integrante della pista ciclabile. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale, che ha contestato l’occupazione della corsia riservata alle biciclette. L’episodio riaccende il confronto tra i cagliaritani sul nuovo sistema di mobilità. Da una parte c’è chi sottolinea la necessità di rispettare le nuove regole e di abituarsi a una viabilità profondamente cambiata. Dall’altra, non mancano le perplessità di chi ritiene che alcune soluzioni adottate possano essere migliorate.
Tra le osservazioni più frequenti c’è quella relativa alla posizione delle piste ciclabili, collocate tra la carreggiata destinata alle auto e gli stalli di sosta. Una configurazione che, secondo alcuni cittadini, espone maggiormente i ciclisti, dando la sensazione di trovarsi “in mezzo alla strada” e aumentando il timore di incidenti, soprattutto nelle fasi di apertura delle portiere o di ingresso e uscita dai parcheggi.
Altri segnalano invece alcuni aspetti tecnici ancora da perfezionare, come i dislivelli delle caditoie rispetto al piano dell’asfalto o la presenza di grate orientate parallelamente al senso di marcia, che potrebbero rappresentare un’insidia per le ruote delle biciclette.
Il progetto delle nuove ciclabili rappresenta un passo importante verso una mobilità più sostenibile, ma il periodo di transizione continua a far emergere criticità e a dividere l’opinione pubblica. Nel frattempo, episodi come quello del taxi dimostrano che le nuove corsie dedicate alle biciclette non possono più essere considerate “invisibili”: per automobilisti e motociclisti è ormai necessario modificare abitudini consolidate e prestare maggiore attenzione alla nuova organizzazione degli spazi stradali.











