Il Team Esplorativo Sardegna Sotterranea, in collaborazione con il Gruppo speleo-archeologico cavità cagliaritane e l’associazione Turisti per Cagliari, intende chiarire definitivamente, con le dichiarazioni della competente Soprintendenza, la natura delle strutture situate nel colle di Sant’Elia, a Cagliari recentemente oggetto di una controversa attribuzione come “nuraghi“.
“In sintesi, dalla risposta ufficiale del Ministero della Cultura, all’istanza presentata al Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale e alla Direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari, emerge chiaramente che nel colle di Sant’Elia non risulta alcun nuraghe.
Già nelle fasi iniziali della diffusione della notizia, i fondatori dello storico team, conoscitori del colle e del suo sottosuolo, avevano espresso forti perplessità, contestando pubblicamente l’interpretazione archeologica delle strutture. Della stessa opinione, archeologi esperti, speleologi, e altri studiosi non solo del Team Esplorativo Sardegna Sotterranea, ma anche dall’intera comunità scientifica e Università.
Si apprende ora, in modo ufficiale, da una risposta fornita dalla Soprintendente, che i “resti turriformi” indicati come “nuraghi o proto-nuraghi” sono altane e garitte di epoca militare, realizzate con pietra, ferro e cemento, riconducibili alla vicina base militare e non a costruzioni preistoriche.
Il tutto, come ampiamente dimostrabile, contrariamente a quanto asserito dagli studiosi e archeologi che hanno evidentemente fatto leva sul sensazionalismo.
La dettagliata relazione stilata dal Team Sardegna Sotterranea con l’istanza di chiarimento alla Soprintendenza, corredata da immagini aeree e rilievi zenitali, aveva come obiettivo finale quello di meglio capire tipologia litica e tecniche costruttive del clamore diffuso dagli archeologi non legati alle accademie e soprintendenze, evidenziando le palesi incongruenze con l’architettura nuragica.
Narrazioni suggestive e imprecise, potrebbero indurre in errore guide turistiche e chiunque voglia conoscere la Sardegna, hanno indotto il team esplorativo a chiedere un chiarimento ufficiale, per poterne capire di più.
Dato anche il clamore mediatico generato dalla notizia, immediatamente accompagnato da diffuso scetticismo, soprattutto per le modalità con cui la presunta “scoperta” è stata divulgata: carente di qualsiasi scavo archeologico o verifica stratigrafica, basata su una lettura dalle conclusioni affrettate, ed ora risultate errate.
Alla luce della risposta ufficiale degli organi competenti, i soli a poter avere per mandato strumenti e personale per giungere a conclusioni in questo ambito, si conferma quindi che non sussiste alcuna evidenza archeologica a supporto dell’esistenza di nuraghi nel colle di Sant’Elia”.
Il Team Esplorativo Sardegna Sotterranea ribadisce l’importanza del rigore scientifico, della verifica sul campo e del rispetto delle procedure metodologiche proprie della ricerca archeologica, al fine di evitare disinformazione e interpretazioni fuorvianti del patrimonio storico-culturale.













