Cagliari, il dramma: “Mia mamma morta in ambulanza nel piazzale del Santissima Trinità”

Aveva sconfitto il Covid dopo 84 giorni, Maria Rosaria Aresu. Ma, dopo soli due mesi, una malattia autoimmune se l’è portata via a 65 anni. Il racconto del figlio Nicola: “Due giorni fa aveva avuto un crollo ma aveva rifiutato il trasporto all’ospedale. Voglio capire se, comunque, si sarebbe potuta salvare: mi sono rivolto ad un avvocato”

Ha sconfitto il Covid dopo quasi tre mesi trascorsi al Santissima Trinità. Lo stesso ospedale dove, oggi, si è recata per una visita dermatologica. Ma Maria Rosaria Aresu, 65 anni, madre del famoso organizzatore di serate Nicola Schintu, non ha varcato nessuna porta dell’ospedale: “È morta a bordo dell’ambulanza, nel piazzale, verso le 11:45. I medici hanno fatto tutto il possibile, intervenendo anche con i defibrillatori”. Ma non c’è stato nulla da fare. Il cuore della donna ha cessato di battere. Il virus l’aveva sconfitto, non “un’altra malattia autoimmune, il pemfigo bolloso. Era stata in ospedale, l’avevano dimessa ma senza darle una cura. Dopo 15-20 giorni il problema si era ripresentato in maniera più aggressiva, ci siamo rivolti all’Asl che ci ha supportato con le cure domiciliari. Il primo mese è andato bene, dal secondo sono iniziati i dolori”. E, due giorni fa, “il crollo: mentre gli Oss la stavano lavando ha avuto un mancamento alle gambe. Sono intervenuti i Vigili del fuoco, mamma pesava quasi cento chili, e un’ambulanza. Lei ha rifiutato il trasporto all’ospedale, nonostante l’insistenza mia e delle persone del servizio delle cure domiciliari”. Oggi, purtroppo, il decesso.
“Ringrazio il personale del Santissima Trinità, hanno fatto di tutto per rianimarla”, dice Schintu, presente in quei tragici momenti. “Avevo seguito l’ambulanza a distanza. Mia mamma aveva la malattia autoimmune ma, per il resto, era sana, sennò non avrebbe sconfitto il Covid. Ricordo le urla di dolore degli ultimi giorni. Certo, è stata lei a dire di no al ricovero all’ospedale, due giorni fa. Mi sono comunque rivolto ad un avvocato per capire se, comunque, possano esserci delle responsabilità. Mi devo far dare tutti i documenti dal medico di famiglia per consegnarglieli”.


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