Cagliari, il baratro dopo 8 mesi di lavoro: “Da addetti mensa a disoccupati lasciati senza soldi”

Eccoli, gli addetti alle mense senza più un euro. Disoccupati d’estate, costretti a rinunciare alle vacanze e farsi aiutare dai genitori anziani: “Part time senza diritti e contributi, o troviamo un lavoro stagionale o, a 50 anni, dobbiamo chiedere il sostegno a mamma e papà o sopravvivere col misero bonus figli”.

Lavoratori sicuri da ottobre a giugno, disoccupati da luglio a settembre. Gli addetti alle mense di Cagliari e provincia, tra chi lavora nelle cucine che sfornano piatti per gli universitari e chi in quelle che sfamano i giovani delle scuole elementari e medie, in estate diventano fantasmi per lo Stato. Il bonus estivo non è arrivato, i risparmi sono ormai quasi terminati. E, tra padri che hanno macinato migliaia di chilometri e madri costrette a bussare alla porta dei genitori, ormai pensionati, per essere aiutate, la loro situazione è drammatica. Riccardo Porcedda, cinque giorni su sette, ogni settimana, ha viaggiato da Cagliari a Villacidro e da Villacidro a Cagliari: “Ho portato i pasti per la mensa di una scuola, cinque ore e mezza giornaliere per arrivare, con gli straordinari, a intascare novecento euro al mese. Ci sono mie colleghe messe peggio, con un contratto di appena un’ora”, racconta. “Che estate sarà? Niente vacanze, dovrò cercarmi un lavoro stagionale, ricordandomi che è appunto stagionale e che, da metà settembre, dovrò lasciarlo”. Insomma, servono soldi per sfamare la famiglia ed è impossibile stringere i denti, senza una occupazione, per tutta l’estate.
Valentina Stara ha lavorato nella mensa universitaria di via Premuda a Cagliari: “Niente lavoro in estate e niente stipendio o bonus. Proprio come l’anno scorso, avevo dovuto fare affidamento sui soldi che mi arrivano per i miei due figli, che però stanno crescendo e, quindi, i contributi che mi arrivano sono calati”, spiega. “Dovrò chiedere aiuto, alla mia età, 52 anni, ai miei genitori che sono pensionati”. La speranza, anche per lei, è che i denari promessi già mesi fa dal Governo arrivino: l’ok è già nero su bianco, ma migliaia di addetti mensa sardi non hanno ancora visto un solo centesimo.


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