Cagliari, i residenti superstiti di Castello: “Tra Zedda e Truzzu 13 anni di nulla, zero servizi e caos dai b&b”

Neanche mille abitanti, strade buie e sporche, ascensori ko e parcheggi introvabili. Gli abitanti del rione storico principale del capoluogo sempre più stremati: “Il prossimo sindaco ci ascolti, qui non abbiamo nemmeno un macellaio o un ufficio postale. Tanti hanno trasformato i sottani in bed and breakfast e c’è solo più confusione”. VIDEO INTERVISTE


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Gli ultimi due sindaci di Cagliari, Massimo Zedda e Paolo Truzzu, ricevono le “storiche” orecchie d’asino da parte dei residenti di Castello, riuniti nella scuola primaria per denunciare i tanti problemi del rione, al quale fanno da contraltare le cose positive, pari a zero. Ascensori ko, parcheggi introvabili e una Ztl che favorisce solo gli automobilisti che arrivano dal resto della città. Ufficio postale? Non pervenuto. Sportello bancomat? Idem come sopra. E si tratta di servizi pubblici o privati ma a disposizione della cittadinanza. Poi c’è l’aspetto economico, altro dramma: “Non abbiamo una macelleria, un negozio di alimentari, siamo rimasti in mille tra i disagi”, afferma Maria Carmen Sulis, presidentessa del comitato dei castellani, da anni in prima linea negli incontri con Comune e prefettura. “Zedda e Truzzu, alla fine, non hanno fatto nulla di concreto per il quartiere, sempre più decadente e isolato. Abbiamo sempre le transenne, i lavori non finiti in tanti punti e i b&b che hanno aperto nei sottani non hanno portato nessun beneficio”.
Pareri simili quelli di altri castellani. Giovanni Floris è stato docente universitario: “Tanti chilometri da fare in più per parcheggiare la macchina o davanti all’ex carcere o comunque in punti lontani”, afferma. “Riesco ancora a camminare, fortunatamente, i problemi ci sono quando devi trasportare i sacchi con una grossa spesa sino a casa. Qui c’era l’anagrafe, l’hanno tolta. Abbiamo solo una farmacia. Il prossimo sindaco levi le transenne, ci ridia i parcheggi e finisca i tanti lavori bloccati”. Paola Floris abita in Castello dal 1968: “I miei genitori, all’epoca, mi dissero che stavo andando a vivere nel rione peggiore di Cagliari. Ora fa chic venire a vivere qui, ma quei pochi che sono arrivati non sono veri castellani. I bed and breakfast hanno portato solo confusione e tanta spazzatura ai bordi delle strade, non sono gestiti bene”.


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