Cagliari, Farris candidato alle comunali: “Sì al referendum per l’abolizione delle piste ciclabili in centro“

Dopo la disponibilità di Zedda, l’ex assessore al Personale di Floris lancia la sfida per la conquista di palazzo Bacaredda alla guida un Movimento Civico “che raccolga le migliori competenze della città”. L’attacco a Truzzu: “A Cagliari traffico caotico che inquina e fa i scappare i clienti dai negozi: è mobilità insostenibile”


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Dopo la disponibilità di Massimo Zedda, c’è anche la prima candidatura ufficiale per le comunali di Cagliari del 2024. Giuseppe Farris, ex assessore al Personale dell’ultima giunta di Emilio Floris, un passato in Forza Italia ed ex rappresentate della Regione nel consiglio di indirizzo del Teatro Lirico, parte per la sfida a palazzo Bacaredda. Ha pubblicato un video registrato nel parco di San Michele in cui attacca duramente le ultime giunte che hanno governato la città quella di Zedda e la attuale di Truzzu e annuncia la candidatura promuovendo un Movimento Civico “che raccolga le migliori competenze della città e guardi, anzitutto, verso quel ceto non politico che, finora, ha deciso di disinteressarsi della cosa pubblica”. Nel programma anche un referendum sulle piste ciclabili in centro.

 

“Attraverso un teppismo urbanistico senza precedenti, il Comune ha iniziato dapprima con Piazza Garibaldi e Piazza Gramsci, dove, anziché prendersi cura dell’esistente, hanno modificato i luoghi con arredi dozzinali identici a quelli di tante città”, ha dichiarato Farris, “i sindaci hanno deciso di far sferragliare una metropolitana di superficie in Via Roma, un mostro d’acciaio su binari larghi 8 metri. La Via Roma: uno dei luoghi simbolo della nostra identità, insieme al Poetto, immaginata da un meneghino radical-chic, con il suo amato bosco orizzontale ad allontanarci definitivamente dal mare. La città dei 7 colli, delle salite e delle discese, è stata immaginata da menti, va riconosciuto, non prive di fantasia, come un luogo in cui sperimentare modelli di mobilità sostenibile. Il risultato non poteva che essere uno: il traffico, scarso e ordinato, a cui eravamo abituati, è diventato caotico, con vetture guidate da automobilisti che, come criceti sulla ruota, girano alla ricerca disperata di un parcheggio. Hanno allungato i tempi di percorrenza; hanno aumentato l’inquinamento; hanno allontanato i clienti dai negozi. Insomma, la mobilità, che si voleva sostenibile, e lo era prima, è diventata insostenibile”.

 

Farris propone per i primi 100 giorni di governo la convocazione di “un referendum consultivo per chiedere alla Comunità se è favorevole ad eliminare le piste ciclabili dal centro”, inoltre “non accadrà più che un’attività produttiva limitata dall’esecuzione senza fine di appalti pubblici continui a versare i tributi comunali durante tutta la durata dei lavori”.

 

La candidatura di Farris, che tradizionalmente pesca i voti nel centrodestra, rischia di indebolire la coalizione di centrodestra che oggi governa palazzo Bacaredda. Il sindaco Paolo Truzzu si è detto pronto a proseguire e a chiedere il voto ai cagliaritani anche per i prossimi 5 anni. Il sindaco però intanto è attratto dalla sfida per Villa Devoto. Ma prima ci sono da convincere gli alleati al tavolo nazionale, dove Fratelli d’Italia ha già lanciato il nome di Truzzu. Tuttavia nel partito di Giorgia Meloni, si registra qualche spaccatura e Fdi potrebbe tirare fuori una candidatura diversa da quella del sindaco cagliaritano all’ultimo momento: si parla con insistenza dell’attuale ministra del Lavoro Marina Calderone che libererebbe un posto nel governo nazionale.

Invece, il trasferimento di Truzzu a Villa Devoto (o in consiglio regionale) darebbe il via al toto nomi per il candidato sindaco di centrodestra a Cagliari. E Farris potrebbe fare i conti con i forzisti Edoardo Tocco e Alessandra Zedda. E c’è poi la variabile Psd’Az. L’accordo tra Lega e 4 Mori è valido solo per regionali. E Gianni Chessa potrebbe così tentare la sfida per palazzo Bacaredda, col centrodestra o da solo.


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