Cagliari, emergenza nella casa di riposo San Giorgio: “Sette anziani in isolamento e 3 positivi all’ospedale”

La struttura di viale Monastir blindata, tre ospiti finiti al Ss. Trinità e positivi al Coronavirus. L’sos del presidente Gianni Masala: “Il virus è entrato anche qui. Siamo abbandonati in attesa dei tamponi, lo stiamo gridando da venti giorni”

I tamponi? “Li attendiamo dal 19 ottobre scorso, quando un ospite della struttura è stato ricoverato al Santissima Trinità per un intervento ed era positivo al tampone”. A parlare è Gianni Masala, presidente della casa di riposo San Giorgio, in viale Monastir a Cagliari. Negli ultimi tre giorni “sei anziani sono stati ricoverati all’ospedale, tre di loro sono positivi. Avevano tutti la febbre e difficoltà per la saturazione dell’ossigeno, uno anche difficoltà respiratorie”. La struttura a tre piani alla periferia di Cagliari, da mesi, è blindata: “Non entrano né visitatori né fornitori”. E la situazione attuale sembra essere decisamente preoccupante: “Abbiamo casi sospetti, sette ospiti sono al terzo piano, in isolamento, hanno preso l’antibiotico”. Le telefonate con richieste di informazioni, da parte dei parenti di chi vive nella struttura, sono quotidiane. Masala dichiara che il momento “è molto difficile. Siamo abbandonati al nostro destino. Abbiamo fatto decine di chiamate all’Ats, scritto email e messaggi al numero di WhatsApp, addirittura siamo arrivati a scrivere al sindaco Truzzu perché qualcuno intervenga. Stiamo gridando aiuto da venti giorni”.

Venti giorni, questo il calcolo fatto da Masala, perché “il diciannove ottobre un ospite è stato ricoverato al Santissima Trinità per un intervento ed era positivo al Covid. Il virus è entrato anche qui, noi stiamo continuando a rispettare tutte le regole, dall’utilizzo di dispositivi di protezione individuali alle igienizzazioni e sanificazioni, ma se non ci fanno i tamponi non siamo in grado di fare nient’altro. Da mesi non entra nessuno, penso che i casi di contagio possano essere arrivati dagli ospedali, perché alcuni ospiti fanno dialisi o altre visite ospedaliere e poi rientrano, o da qualche nostro dipendente, hanno tutti tra i 35 e i 40 anni con figli che vanno a scuola. La certezza matematica non esiste”.


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