Il dado è tratto. Tra qualche giorno, salvo imprevisti, il Comune inizierà i lavori per realizzare la pista ciclabile in via della Pineta. Meglio, le piste ciclabili: i percorsi saranno infatti bidirezionali, e andranno a collegare la zona di via Scano e via Pessina con la rotonda dell’Amsicora. E, mentre in via Pessina è confermata la “zona 30” (niente piste, le biciclette passeranno nella strada insieme alle auto), in via della Pineta la strada dovrà essere anche ristretta. Qualche parcheggio, forse, andrà perso. In attesa dell’arrivo di ruspe e operai, i negozianti sono già sulle barricate. L’idea di dover “convivere” con i nuovi spazi dedicati ai ciclisti porta, principalmente, malumori. A partire da Luciano Dore, 60 anni, storico verduraio: “Restringeranno la carreggiata, sarà la fine. Non lavoro solo con chi vive nella zona, ma anche con chi arriva da lontano. Potevano realizzare la pista in via Vidal, via Raffa Garzia e via Curie”, osserva, “molti si fermano in doppia fila per fare acquisti. Anch’io, per scaricare la merce, a volte devo lasciare l’auto dove posso, nell’ultimo anno ho preso ben quattro multe”.
Più critico Gavino Sotgia, 59 anni, titolare di un negozio che vende articoli sportivi: “Favorevole alle piste ciclabili? Sì, nel senso che potevano farle da un’altra parte. Via della Pineta è una strada di grande passaggio, oltre che commerciale. Chi arriva dalla zona del mare passa da qui. Arrivo ogni giorno da Quartu e sono costretto a lasciare l’automobile nella zona di Monte Urpinu”, afferma Sotgia. Le piste, comunque, saranno realizzate, con “buona pace” per chi non le vuole: “Spero solo che i vigili urbani siano tolleranti non facciano multe a chi, magari, deve fermarsi un minuto in doppia fila per fare un acquisto rapido”. Contrario anche Giorgio Carta, 75 anni, dal 1980 gestore di una selleria: “La nostra via è di scorrimento, sarà un grosso handicap la pista ciclabile. Molti negozi hanno già chiuso, le auto non potranno più fermarsi e i parcheggi sono già scarsi. Tanti clienti si lamentano perché devono lasciare la macchina anche a Monte Urpinu”.










