Ultimo. Vasco Rossi. Zucchero. Laura Pausini. Eros Ramazzotti, Pinguini Tattici Nucleari. Ligabue. Cremonini. Da quanti anni non suonano a Cagliari? Il capoluogo sardo è la la città vietata alla musica, si prospetta un’altra estate di “mortorio”: si dovrà aspettare forse il nuovo stadio, come ha annunciato il sindaco Zedda, per avere un luogo dedicato ai grandi eventi. Una situazione indecorosa perchè quando si spegne la Cultura, le città sono più povere: manca l’allegria, con il “turismo della musica” costretto ad andare altrove, gli stessi appassionati della musica costretti a spendere almeno 500 euro per seguire uno show all’Olimpico o a San Siro. Che fine ha fatto la vecchia arena sant’Elia? Certo, esiste sempre la storica Fiera di viale Diaz, ma è scomoda tanto da non attirare nessun big della musica italiana, adatta ad ospitare solo spettacoli per 5mila utenti, come quello in programma di Cristiano De Andrè. E non va meglio durante la stagione invernale, dove lo spazio migliore è l’ottimo teatro Massimo, ma comunque ristretto. Persino un’artista come Levante, che non ha un pubblico immenso, non riesce a portare in Sardegna il suo tour teatrale. E allora? Gongola Olbia, latita il capoluogo, neanche la gestione dell’assessora Chiappe in due anni ha portato grandi novità. Una Cagliari rassegnata a rinunciare ai concerti, una situazione da terzo mondo senza neanche un’arena per i cantanti. Nel frattempo il vecchio anfiteatro romano, che un tempo ospitava Sting e De Gregori, è malinconicamente chiuso da oltre dieci anni.












