Cagliari, sindacati all’attacco: “Caos e disagi al Brotzu e al Businco”

“Dopo l’accorpamento le difficoltà comunicative fra i due Ospedali possono determinare serie criticità ai flussi di risposte a specifichi quesiti diagnostici. A scapito dei pazienti che potrebbero essere indotti a cercare risposte fuori dall’Isola”

Caos tra Brotzu e Businco. L’accorpamento tra i due ospedali, ai quali si aggiunge anche il “Cao”, sta creando non pochi disagi a personale e utenza.  La denuncia è di Attilio Carta, selle segreteria dell’Area vasta Uil Fpl.

“Con l’accorpamento si sono unite tre “eccellenze” sanitarie di riferimento Regionale a differente vocazione il “S. Michele” di tipo chirurgica-interventistica in emergenza e gli altri due “Cao” e “Businco” ad attività prevalentemente programmata quindi 3 realtà con ritmi lavorativi poco conciliabili tra loro”, spiega Carta, “sarebbe come innestare tra loro due ingranaggi “non sincronizzati” che girano a velocità diverse. Tutto ciò aggravato dall’assenza di un’attenta pianificazione complessiva per la fretta di annunciarne l’accorpamento entro il primo luglio 2015. Questo ha generato non pochi disagi in tutti e 3 gli ospedali. Infatti come possono essere adeguatamente gestiti i pazienti che, in emergenza, arrivano dal S. Michele all’Oncologico essendo l’impostazione lavorativa di quest’ultimo quasi esclusivamente programmata? E’ da non sottovalutare il rischio che tali difficoltà comunicative fra i due Ospedali possano determinare serie criticità ai flussi di risposte a specifichi quesiti diagnostici. A scapito dei pazienti che potrebbero essere indotti a cercare risposte fuori dall’Isola. A completare drammaticamente questo poco rassicurante scenario, anche all’Oncologico emerge una grave carenza di Infermieri e soprattutto di OSS che, come al S. Michele, non è mai stata risolta. Ci sono reparti, come l’oncologia, medica in cui spesso operano solo 2 Infermieri per turno senza un’adeguata presenza di OSS, indispensabili invece per garantire ai pazienti un assistenza degna di questo nome. Disagio aggravato dal recente distacco dell’Hospice; prima, in qualche caso, una sorta di naturale valvola di sfogo”

Brotzu. Relativamente all’elisoccorso, i sindacati ricordano una segnalazione in cui si chiedeva “perché la gestione dell’elisuperficie fosse stata assegnata ad una società di Viterbo, per 12000 Є, anziché all’ufficio tecnico interno, visto che quest’ultimo è abbondantemente dotato di competenti professionalità? Come pure il “supporto alle operazioni di atterraggio e decollo”, nei giorni festivi, è stato irresponsabilmente affidato al portierato, i cui operatori non sono minimamente abilitati per operazioni di tale portata. La sicurezza va garantita sempre, anche i giorni festivi. Invece si assiste al solito grave quanto pericoloso scaricabarile!”, Ribadito che tale utilizzo dei succitati operatori è decisamente improprio, poiché si continua imperterriti, si precisa che in assenza di rapido riscontro, il fatto verrà portato all’attenzione delle competenti autorità ispettive”.


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