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Cagliari, allarme delle studentesse in via Piovella: “Il maniaco incappucciato davanti a casa nostra”

di Ennio Neri
11 Dicembre 2023
in cagliari, zapertura1

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Cagliari, allarme delle studentesse in via Piovella: “Il maniaco incappucciato davanti a casa nostra”
Arriva di notte dopo le 21 e staziona, anche per dieci minuti, davanti all’abitazione di alcune studentesse universitarie in via Piovella e nella zona del Seminario, fissando con insistenza in direzione delle finestre. E ora le ragazze hanno paura.
Perché dalla descrizione: altezza, corporatura, felpa con cappuccio in testa e viso travisato l’uomo corrisponde al “maniaco incappucciato”, il misterioso malvivente che ha aggredito decine di donne negli ultimi anni a Cagliari e mai acciuffato.
Sono 5 in poche settimane le segnalazioni presentate dalle studentesse di via Piovella alle forze dell’ordine.
“Abbiamo paura, stiamo vivendo una situazione angosciante”, raccontano, “temiamo che sti studianti i nostri movimenti per organizzare un’aggressione nei nostri confronti. È venuto anche ieri e abbiamo chiamato la polizia e proprio ieri sera mentre la volante era qui da noi alla loro radio è arrivata la chiamata per una donna aggredita in strada, probabilmente il responsabile è lui”.
È già partita una raccolta di firme all’Università per chiedere l’intervento del rettore Francesco Mola.
“Noi studentesse e studenti abbiamo deciso di scriverle per renderla partecipe del complicato problema con cui ci siamo ritrovate a fare i conti in questi giorni”, si legge nella missiva, “da sempre ci troviamo costrette a stare attente, a proteggerci dalle molestie, ma la situazione si fa sempre più insostenibile; qualche giorno fa una studentessa ha rischiato lo stupro in viale Merello ed è riuscita a scappare dal suo aggressore per pochissimo e grazie all’aiuto di alcune amiche. La descrizione di quest’individuo, dal volto interamente coperto sembrerebbe da un passamontagna, combacia con quella di un uomo che diverse studentesse hanno visto aggirarsi davanti alle loro case e fermarsi davanti alle loro finestre a guardare, e risulterebbe da alcune testimonianze anche a fare atti osceni. I recenti avvenimenti ci hanno spinto a riunirci, autonomamente noi studentesse e studenti, e confrontarci: le segnalazioni non fanno che aumentare, moltissime persone riportano la descrizione dell’uomo a volto coperto che da tempo, da molto prima di questi ultimi giorni pieni di preoccupazione, si aggira nelle zone in cui vivono e si muovono, per ragioni prevalentemente legate allo studio, le studentesse. Zone universitarie, in cui è indispensabile recarsi, zone residenziali, in cui scegliamo di vivere per poter frequentare l’università. Ma non solo, tante sono anche le testimonianze che parlano di altri uomini che ci minacciano, ci molestano e si sentono in diritto di spaventarci e di impedirci di vivere il nostro studio e le nostre vite. Questi individui li incontriamo anche all’interno dei confini universitari, spesso di fronte alle mense, e ci rendono difficile la quotidianità. Questo non è soltanto un problema delle studentesse, non è nemmeno un problema delle donne, è un problema di tutti, della città e dell’università in primis. Le chiediamo di esporsi per noi, di darci, da istituzione, la protezione e la tutela che ci sono dovute, in modo diretto quando le minacce sono entro i confini universitari, ma anche mediato e rappresentativo verso l’esterno. Vogliamo la sua voce insieme alle nostre, che chiedono protezione e attenzione alla città. Le chiediamo attenzione e dialogo, perché questi problemi vengano discussi pubblicamente e non solo in occasione del 25 novembre, o dell’ultimo caso di cronaca. Non vogliamo più un minuto di silenzio quando una di noi diventa una vittima, vogliamo parole, vogliamo azioni che ci accompagnino nel quotidiano, come nel quotidiano ci accompagnano i doveri dello studio”.
Tags: Cagliari
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