Cinque anni di reclusione per ciascuno. È la pena concordata da Daniel Porcu, residente a Quartu Sant’Elena, e Alessio Loddo, di Monserrato, entrambi diciottenni, per la violenta vicenda avvenuta nella notte del 27 aprile 2026 sul lungomare del Poetto, a Cagliari. I due giovani, arrestati dalla squadra mobile della Questura, hanno patteggiato questa mattina la pena massima consentita dal rito, ottenendo così la riduzione di un terzo della pena.
Le accuse contestate sono quelle di tentato omicidio plurimo aggravato e lesioni personali, in relazione a un episodio che, secondo la ricostruzione investigativa, si era sviluppato in due momenti: prima l’aggressione fisica ai danni di un padre e di suo figlio, poi un inseguimento in auto culminato con lo speronamento con un suv della vettura sulla quale viaggiava un’intera famiglia.
L’accordo sulla pena è stato raggiunto davanti al giudice del tribunale di Cagliari, Giorgio Alfieri, dalla pm Diana Lecca e dai difensori degli imputati, gli avvocati Stefano Piras e Davide Mascia. Le persone coinvolte nell’aggressione e nell’incidente, insieme ai rispettivi familiari, erano assistite dall’avvocato Gianfranco Piscitelli.
Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, tutto sarebbe cominciato davanti a un locale del Poetto, dove i due giovani avrebbero preso di mira l’automobile di una famiglia, colpendola ripetutamente con calci e pugni. Il proprietario del veicolo, intervenuto per chiedere spiegazioni, sarebbe stato aggredito con violenza. A subire le conseguenze dell’attacco anche il figlio, intervenuto per difendere il padre.
Dopo il pestaggio, i due uomini erano riusciti a raggiungere la propria vettura e a mettersi in salvo, allontanandosi insieme ad altre tre persone: la moglie e la figlia minorenne del conducente e un’amica della ragazza. Ma la vicenda, anziché concludersi, si sarebbe trasformata in un inseguimento particolarmente pericoloso.
Stando all’impianto accusatorio, gli aggressori si sarebbero messi all’inseguimento della famiglia a bordo di un suv, raggiungendo l’auto in fuga e speronandola fino a provocarne l’uscita di strada. Una dinamica che ha portato gli investigatori a contestare il tentato omicidio plurimo, oltre alle lesioni personali. L’avvocato Mascia ha chiesto per Loddo di sostituire la misura dei domiciliari in casa della zia a Fonni con quella in casa del padre a Monserrato: Piscitelli si è opposto perché, ha spiegato, Loddo è venuto meno alle prescrizioni impostegli pubblicando da subito suoi post e video sui social dimostrando un uso irrispettoso provocatorio e disinvolto del cellulare: il giudice si è riservato. Loddo è quindi ritornato a Fonni dalla zia e Porcu è stato riaccompagnato ad Uta









