Cagliari, 49enne si denuda in spiaggia al Poetto: “Si stava solo cambiando ed è stato aggredito”

La versione dell’esibizionista che ha rischiato il linciaggio, rimediando una denuncia per atti osceni, arriva dalla sua avvocatessa Alessandra Nocco: “Ha un trauma facciale e la mandibola fratturata. Soffre di disturbi psichici. Ha chiamato lui i carabinieri, aveva il costume”

Atti osceni in luogo pubblico. È questo l’oggetto della denuncia a piede libero che ha colpito un 49enne di Cagliari, affetto da disturbi psichici: l’uomo, martedì, nella zona della Quarta fermata del Poetto, ha rischiato il linciaggio ed è stato “salvato” dai carabinieri. Vari testimoni hanno detto ai militari che l’uomo si sarebbe denudato, lasciandosi andare poi a gesti di autoerotismo, davanti a tanti bagnanti, anche bambini. “Il mio assistito fornisce una versione dei fatti totalmente diversa. È lui ad aver chiamato i carabinieri, è stato aggredito e picchiato alle spalle, riportando un trauma facciale e la frattura della mandibola. Tutti i fatti sono al vaglio degli inquirenti e sottoposti agli accertamenti della magistratura, anche la versione dei fatti fornita da un gruppo di ragazzi”.

Stando a quanto detto dal quarantanovenne alla Nocco, “lui non aveva un abbigliamento tipo da spiaggia, ma pesante. Si è spogliato, aveva il costume e voleva farsi un bagno. Poi, qualcosa è andato storto”. Saranno le indagini a cercare di chiarire quel “cosa”, ovviamente. “Rigetta totalmente le accuse” legate all’autoerotismo, “in passato non ha compiuto un gesto simile”, osserva l’avvocatessa, riferendosi a un presunto precedente dell’uomo, “si era trattato di necessità fisiologiche”.

Il 49enne è intenzionato a presentare una querela contro ignoti per le lesioni riportate, intanto la denuncia sarà inviata in procura. Il reato di atti osceni in luogo pubblico è depenalizzato da qualche anno: è prevista una multa, ma anche sino a 4 anni e sei mesi di carcere se compiuto davanti a minorenni. Le indagini vanno avanti: “Il mio assistito soffre di disturbi psichici. E”, precisa ancora una volta l’avvocatessa, “rigetta totalmente la versione raccontata dal gruppo di ragazzi”.


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