Cagliari si trova oggi al centro di un dibattito sempre più acceso su mobilità, decoro urbano e qualità della vita. Tra cantieri, carreggiate ristrette, parcheggi eliminati e autobus che spesso viaggiano semivuoti, molti cittadini faticano a riconoscere i benefici delle politiche messe in campo per ridurre traffico e inquinamento. Tra le voci critiche che esprime il disagio di chi vive e si muove in città c’è anche quella di Stefano Pisano,che offre una lettura diretta e senza filtri della situazione.
«Come è stato più volte evidenziato, il progetto di educare i cagliaritani a lasciare l’auto per utilizzare i mezzi pubblici è fallito», afferma Pisano. «È vero che ai cagliaritani non piacciono per il fatto che a volte possono incappare in qualche personaggio poco raccomandabile, ma è anche vero – aggiunge Pisano – che le misure adottate dall’amministrazione comunale non stanno incentivando l’uso del trasporto pubblico, ma stanno alimentando malcontento. «Non è restringendo le carreggiate ed eliminando parcheggi che si spinge la gente a usare i bus. Vietare una determinata abitudine, senza offrire un’alternativa valida, spesso produce l’effetto contrario».
Il cittadino richiama anche esempi già vissuti in città. «Lo abbiamo visto con l’eliminazione dei cassonetti della spazzatura: doveva migliorare il decoro urbano e invece oggi i rifiuti si trovano dappertutto. Cagliari è diventata più sporca».
Sul fronte del traffico e dell’inquinamento, Pisano sottolinea una contraddizione evidente. «Si dice di voler abbattere l’inquinamento, ma restringendo le strade le auto restano molto più tempo in fila, con i motori accesi. Di fatto si inquina più di prima, senza contare il tempo perso a cercare parcheggio».
Infine, un appello agli amministratori: «Sindaco e assessori non possono pretendere che tutti la pensino allo stesso modo. Quando ciò che è stato messo in atto non funziona, bisognerebbe provare l’esatto contrario. Reprimere, reprimere, reprimere non è mai una buona soluzione».










