Automobilisti ostaggio dei cantieri lungo la Ss131: “Ogni giorno, dal km 33 in poi, la Statale diventa un incubo senza fine”. La denuncia di Giulia Moi: “Ore di fila, migliaia di persone ferme, bloccate, abbandonate, senza informazioni e senza alternative.
I turisti, arrivati per scoprire la Sardegna, restano intrappolati per ore nei pullman.
Gli ammalati diretti negli ospedali affrontano disagi e ritardi inaccettabili.
Gli imprenditori e i lavoratori saltano appuntamenti, consegne, riunioni vitali.
Le famiglie restano ostaggio di una gestione che mortifica ogni diritto”.
Lunghe file che si snodano tra cartelli e deviazioni e si allungano quando si aggiungono uno o più incidenti. “Anas continua ad aprire cantieri e deviazioni senza un quadro chiaro, mentre la Regione — consiglieri, assessori, Giunta — sembra limitarsi a dire sì a tutto, senza esercitare quel controllo rigoroso che qualunque governo responsabile dovrebbe pretendere” prosegue Moi, PhD al King’s College London,
già europarlamentare nelle commissioni TRAN – Trasporti e Turismo, IMCO – Tutela dei Consumatori, che porta avanti da anni una battaglia per una viabilità sicura, moderna e trasparente. “E la domanda è sempre la stessa: chi ripaga tutti questi danni ai sardi?”Intanto sulla 131 si susseguono “nuovi cantieri che spuntano ogni settimana, nuove deviazioni improvvisate, km di strade provvisorie devastate da buche, dossi e pericoli,.illuminazione scarsa o inesistente, incidenti continui, nessuna pianificazione, nessuna visione, nessuna responsabilità”.
Per Moi questa è resa totale, pagata sulla pelle dei cittadini.
“Da troppo tempo i sardi assistono a una gestione della viabilità che appare, inefficiente, opaca, priva di coordinamento, priva di controllo politico serio”.
I turisti, arrivati per scoprire la Sardegna, restano intrappolati per ore nei pullman.
Gli ammalati diretti negli ospedali affrontano disagi e ritardi inaccettabili.
Gli imprenditori e i lavoratori saltano appuntamenti, consegne, riunioni vitali.
Le famiglie restano ostaggio di una gestione che mortifica ogni diritto”.
Lunghe file che si snodano tra cartelli e deviazioni e si allungano quando si aggiungono uno o più incidenti. “Anas continua ad aprire cantieri e deviazioni senza un quadro chiaro, mentre la Regione — consiglieri, assessori, Giunta — sembra limitarsi a dire sì a tutto, senza esercitare quel controllo rigoroso che qualunque governo responsabile dovrebbe pretendere” prosegue Moi, PhD al King’s College London,
già europarlamentare nelle commissioni TRAN – Trasporti e Turismo, IMCO – Tutela dei Consumatori, che porta avanti da anni una battaglia per una viabilità sicura, moderna e trasparente. “E la domanda è sempre la stessa: chi ripaga tutti questi danni ai sardi?”Intanto sulla 131 si susseguono “nuovi cantieri che spuntano ogni settimana, nuove deviazioni improvvisate, km di strade provvisorie devastate da buche, dossi e pericoli,.illuminazione scarsa o inesistente, incidenti continui, nessuna pianificazione, nessuna visione, nessuna responsabilità”.
Per Moi questa è resa totale, pagata sulla pelle dei cittadini.
“Da troppo tempo i sardi assistono a una gestione della viabilità che appare, inefficiente, opaca, priva di coordinamento, priva di controllo politico serio”.
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