Privi di un locale dove incontrarsi, giocano a carte in piazza e chiaccherano seduti negli spazi aperti della città. In inverno al freddo e ora al caldo: la vicenda è stata portata all’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la speranza che possa essere sollecitata una risposta concreta da parte degli enti competenti.
Il presidente Vincenzo Soru: “Serve uno spazio stabile e gratuito per garantire socialità e dignità agli anziani”.
Un grido d’allarme che parte dal territorio e arriva fino ai vertici delle istituzioni. La Consulta degli Anziani di Assemini torna a denunciare una situazione che si protrae da anni: l’assenza di una sede stabile e adeguata per svolgere attività sociali, culturali e ricreative.
A farsi portavoce della richiesta è il presidente Vincenzo Soru, che ha lanciato un appello diretto alle istituzioni e al Presidente della Repubblica.
“Non chiediamo privilegi – afferma Soru – ma solo la possibilità di avere un luogo dignitoso dove poterci incontrare. Senza una sede rischiamo di perdere pezzi importanti della nostra comunità e della nostra vita sociale.”
La Consulta, infatti, da tempo non dispone di uno spazio stabile e gratuito, una condizione che limita fortemente le attività e la partecipazione degli anziani del territorio. Per molti di loro, spesso soli o in condizioni di fragilità, gli incontri rappresentano un momento fondamentale di socialità e sostegno reciproco.
“Ogni incontro che non riusciamo a fare – prosegue Soru – è una piccola sconfitta. Significa meno compagnia, meno ascolto, meno vita comunitaria. E questo per noi è inaccettabile.”
“Abbiamo fiducia nelle istituzioni – conclude Soru – e crediamo che con la giusta attenzione si possa trovare una soluzione. Gli anziani non possono essere lasciati senza spazi di aggregazione: non è solo un problema logistico, è una questione di dignità.”
La situazione di Assemini riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare nei territori gli spazi dedicati alla terza età, sempre più centrali in una società che invecchia e che ha bisogno di nuove forme di inclusione e partecipazione.













