Un tasso record dell’80,4% di raccolta differenziata mantenuto stabile da 5 anni e certificato dall’ARPAS. A questo sforzo titanico dei cittadini di Assemini
corrispondono però inefficienze, tariffe piatte e un bando di gara monumentale da oltre 42
milioni di euro (che sfiora i 47,4 milioni con le opzioni di rinnovo) che rischia di ignorare le soluzioni tecniche della comunità. È questo il paradosso denunciato dall’Associazione
“Assemini Futura APS”, guidata dal presidente Roberto Usai, che ha depositato una formale
istanza contenente 4 varianti industriali migliorative per il nuovo appalto RSU, ufficialmente protocollata dal Comune di Assemini con il numero 38174.
L’iniziativa, nata per superare le polemiche sterili tra maggioranza e opposizione in applicazione degli articoli 5, 6 e 7 dello Statuto Comunale sulla partecipazione attiva, si è
tuttavia scontrata con un insolito “scarica barile” istituzionale. Da un lato, gli amministratori politici hanno liquidato la pratica dichiarando concluso il proprio compito dopo l’invio degli atti alla Stazione Unica Appaltante (SUA) della Città Metropolitana di Cagliari. Dall’altro, la SUA si definisce semplice esecutore materiale, rispedendo la competenza al Responsabile
Unico del Progetto (RUP) dello stesso Comune. Un cerchio perfetto che rischia di far scadere i termini della gara, fissati per il prossimo 10 dicembre, senza che nessuno esamini le proposte dei cittadini.
Ad aggravare il quadro si registra il totale silenzio della politica locale. Nonostante l’istanza sia stata trasmessa tramite PEC il 16 ottobre a tutti i consiglieri comunali e al Sindaco Mario Puddu, e malgrado la vicenda tenga banco da due settimane, nessun rappresentante
dell’aula consiliare – sia di maggioranza che di opposizione – si è fatto avanti per consultare
l’Associazione o per portare il tema in Commissione Ambiente.
“Siamo andati alle assemblee pubbliche sul bando RSU proprio perché crediamo nella
partecipazione, a differenza di molti rappresentanti rimasti assenti”, dichiara il presidente Roberto Usai. “Condividiamo l’introduzione della tariffa puntuale, ma lo sforzo dei cittadini viene oggi vanificato da inefficienze d’impianto regionali che azzerano i premi sulla plastica calcolandoli sulla media di bacino. È sulla quota di gestione di circa 9,9 milioni di euro che si giocherà il ribasso della gara ed è lì che vanno inserite le nostre quattro varianti tecniche per intercettare i premi di filiera e abbassare le bollette TARI.
Conservazione della mono raccolta della plastica con sistemi di tracciabilità: obbligo di sacchi intelligenti codificati e controlli volumetrici per garantire carichi con purezza superiore al 90%, assicurando la fascia di premio massima.
Rivoluzione logistica urbana e cassonetti selettivi per polimeri (PET/PVC): campane stradali ad accesso controllato per vetro sfuso e alluminio (riducendo gli oneri di manodopera) e cassonetti intelligenti nei punti strategici per separare alla fonte il PET dal PVC, massimizzando i ricavi CONAI.
Piattaforma comunale a chilometro zero per Verde e Sfalci: sfruttamento di un’area comunale per il trattamento in loco delle potature, azzerando i costi di trasporto e le tariffe al cancello, offrendo la possibilità di consorziare il servizio con i Comuni limitrofi (Elmas, Decimomannu, Uta).
Audit merceologici e formazione continua obbligatoria: finanziamento da parte della ditta aggiudicataria di corsi periodici sulla caratterizzazione del rifiuto per il personale e per i cittadini, per contrarre la frazione del secco indifferenziato.
“Dispiace constatare che nessun consigliere abbia avvertito il dovere istituzionale di
ascoltarci in quattordici giorni”, conclude Usai. “Mancano solo 40 giorni alla scadenza del bando: il tempo tecnico per integrare queste varianti nel capitolato c’è, ma serve che la politica esca dal suo immobilismo”.
L’Associazione, che in queste ore ha avviato un confronto diretto con l’Assessorato alla
Sostenibilità Ambientale per individuare una via d’uscita politica, lancia un appello pubblico affinché si accendano i riflettori su una gestione d’appalto milionario che tocca direttamente le tasche e i diritti di oltre ventimila utenti.












