Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai ha portato ad un ennesimo ritrovamento, questa volta si tratta di un fusto di birra precipitato durante il trasporto verso il rifugio ” Sasso Nero ” e intrappolato per circa mezzo secolo tra i ghiacci nelle Alpi dello Zillertal,all’ interno della Valle Aurina.
Protagonista di questa vicenda e’ stato un ” runner di montagna ” di 42 anni che lo ha individuato dopo un temporale,un po’ ammaccato ma ancora intatto, riuscendo a trasportarlo a valle lungo quasi 2000 metri di dislivello, attraversando il ghiacciaio e le pietraie avvalendosi di un carrello montacarichi.
Un’incisione riportata sull’acciaio inox indica che il fusto è stato prodotto nel 1978 , ma nonostante siano trascorsi quasi cinquant’anni, al momento dell’ assaggio, la birra e’ risultata ancora buona , sia per il sapore , che per il caratteristico colore ambrato nonche’ per il grado di anidride carbonica; tutto cio’ e’stato confermato dal ” mastro birraio “di una nota azienda che produce bevande in Alto Adige, dai cui magazzini con molta probabilita’proveniva il fusto diperso tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta.
La ricerca sarebbe stata posta in essere a seguito di un racconto riferito da un ex gestore del ” rifugio Sasso Nero ” , il quale avrebbe raccontato che durante il viaggio effettuato da un elicottero verso il rifugio, il fusto sarebbe caduto dalla rete di trasporto finendo la sua discesa all’ interno di un crepaccio, senza alcuna possibilita’di recupero.
Dopo circa cinquant’anni a causa del fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai, il fusto disperso e’ riemerso e grazie all’ impresa del “Runner” e’ tornato a valle.
Una vicenda emblematica ma assolutamente inconsueta,tra le tante storie di ritrovamenti che da diversi mesi si susseguono e che non finiscono di sorprendere.










