Da due mesi in trincea, a parare colpi. Quelli dei prezzi del carburante schizzati alle stelle e quelli della speculazione. Da due mesi in trincea a fare calcoli e ipotizzare soluzioni, a suggerire strategie e immaginare nuovi scenari. Da due mesi in trincea, a chiedersi cosa, fra un mese, succederà. “Abbiamo carburante per altri 30 giorni. Poi, come già hanno fatto altre compagnie, saremo costretti a tagliare voli”, dice in un’intervista esclusiva a Casteddu online l’amministratore delegato di Aeroitalia Gaetano Intrieri. Aeroitalia, in Sardegna, gestisce cinque delle sei rotte della continuità territoriale, per garantire ai sardi il diritto alla mobilità. Da quando Trump ha dichiarato guerra all’Iran e da quando lo stretto di Hormuz è stato chiuso, tutti gli schemi sono saltati. Le certezze, peggio. E i sardi, che solo l’aereo hanno per potersi spostare, tremano. E a ragione: nell’ultima riunione di questa mattina al ministero dei Trasporti, Aeroitalia e Ita sono state molto chiare: o arrivano aiuti economici entro venerdì oppure già dal giorno dopo il costo, che graverà sui viaggiatori, salirà di 15 euro.
Professor Intrieri, quanto è grave la situazione?
Molto grave. Una cosa che, in queste dimensioni non si era mai vista prima d’ora. Il tema è capire quanto durerà ancora. Le scorte di carburante sono garantite in Europa per altri 30 giorni se non si pianificano sin da adesso i quantitativi necessari. Ma per pianificare occorre che il Ministero definisca come vuole ristorare le compagnie che volano le continuità territoriali in Italia. Le soluzioni sono due: adeguare le tariffe oppure compensare con sussidi il maggior costo del carburante, non ci sono altre vie d’uscita.
Parliamo del costo dei biglietti.
Nella riunione di questa mattina al ministero dei Trasporti, noi di Aeroitalia e i colleghi di Ita lo abbiamo detto chiaramente: o arriva una risposta entro venerdì prossimo oppure dalla prossima settimana saremo costretti a inserire una tassa carburante di 15 euro sui biglietti. Solo a marzo abbiamo pagato due milioni di euro in più di carburante per la continuità territoriale, ovvero un aumento del 50% del costo per noi. Le regole previste nel decreto sono chiare: se il costo del carburante sale più del 25%, il prezzo dei biglietti va aumentato. Oppure vanno garantiti sussidi alle compagnie: il Ministero deve applicare le regole, e dare anche il risarcimento per tutto quello che abbiamo perso lo scorso mese. Ci siamo impegnati al massimo per tenere i biglietti ai prezzi attuali. Ma non è facile: la coperta è corta, e da qualche parte bisogna tirarla.
Quindi: o si tagliano i voli o aumenta il prezzo del biglietto? Prospettive terribili, entrambe, per chi vive in Sardegna.
Al momento non vedo rischi per la continuità territoriale, questo voglio dirlo chiaramente: se saremo costretti a tagliare voli non saranno quelli in continuità territoriale. Ma altrettanto chiaramente voglio dire che, senza aiuti economici, senza sussidi, sarà impossibile mantenere le attuali tariffe.
Lei lo sa che i sardi contano su di lei e su Aeroitalia in questo momento.
Lo so e ne sento la responsabilità. Posso dire che in questo momento siamo in una fase avanzata di trattative con le raffinerie per poterci garantire quantomeno le scorte minime che servono a garantire la continuità territoriale sarda. Stiamo facendo il possibile, ma non possiamo fare tutto da soli.
Voi, come compagnie, che strade avete?
Praticamente nessuna. Ci siamo in parte protetti facendo hedging sul carburante ma in questa situazione così grave, di proporzioni davvero uniche, non c’è hedging che tenga, anche perché si innescano meccanismi speculativi che sono rapidissimi a salire e molto lenti quando poi devono scendere.
Lei con la Sardegna ha un rapporto speciale: faccia una promessa ai sardi.
Per me la Sardegna è un posto davvero importante. Noi come Aeroitalia siamo cresciuti in Sardegna con la continuità territoriale, per cui quello che posso dire a nome mio e di tutti il management di Aeroitalia, parte del quale è appunto sardo, è che ce la metteremo tutta per dare ai sardi il servizio affidabile che abbiamo dato in questi anni e cercheremo di farlo anche in questo momento di enorme crisi per tutto il settore.
Quanto sta dormendo in queste settimane?
Pochissimo.
Come finirà?
Spesso mi capita di parlare con colleghi di altre compagnie, amministratori delegati che come me per 24 ore al giorno pensano a come uscirne. La verità, purtroppo, è che nessuno di noi sa quando, e come, quando finirà questa storia.











