Il prossimo 23 aprile 2026 si terrà l’assemblea straordinaria dei soci di Abbanoa Spa, un passaggio cruciale per il futuro della gestione del servizio idrico in Sardegna. Tra i protagonisti della decisione figura il Comune di Cagliari, chiamato a esprimersi su una delle operazioni finanziarie più rilevanti degli ultimi anni: la restituzione dell’aiuto di Stato derivante dalla capitalizzazione della società.
Perché Abbanoa deve restituire gli aiuti
La restituzione si è resa necessaria a seguito del mancato rispetto degli impegni previsti dalla decisione della Commissione Europea del 2013. In particolare: non è stata anticipata la scadenza della concessione al 31 dicembre 2025, e non è stata avviata la gara pubblica per l’affidamento del servizio idrico dal 2026. Di conseguenza, l’aiuto è stato considerato “abusivo” e quindi da restituire.
L’importo e le modalità di restituzione
La Regione Sardegna ha notificato ad Abbanoa l’obbligo di restituzione entro il 31 luglio 2026, per un totale di circa 187 milioni di euro di capitale, con oltre 40 milioni di euro di interessi, destinati a crescere fino al pagamento effettivo. Per far fronte a questo impegno, la proposta prevede: la riduzione del capitale sociale di 187 milioni; il rimborso diretto alla Regione; l’utilizzo delle riserve per coprire gli interessi.
Inoltre, lo statuto verrà modificato con la creazione di azioni privilegiate a favore della Regione.
Gli effetti sulla struttura societaria
L’operazione comporterà un cambiamento significativo negli equilibri interni: la quota della Regione passerà da circa 71% a poco più del 13%, mentre i Comuni saliranno a circa l’86%. Cagliari vedrà aumentare la propria quota percentuale (pur mantenendo invariato il valore nominale). Secondo le analisi, questa operazione consentirebbe anche di ripristinare la scadenza dell’affidamento al 2028 e rispettare i limiti normativi sull’in house providing (partecipazione pubblica sotto il 20%).
L’impatto sui conti del Comune di Cagliari
Per il Comune, socio rilevante, l’impatto economico appare contenuto se si segue la strada proposta: lieve riduzione del valore della partecipazione (circa 146 mila euro), e possibile compensazione grazie agli utili previsti nel piano economico 2026-2028.
Scenario ben più critico in caso di mancata approvazione: la società registrerebbe una perdita significativa, con effetti potenzialmente devastanti sui bilanci comunali (oltre 14 milioni di svalutazione stimata).
I rischi e i punti di attenzione
Restano comunque alcuni elementi da monitorare attentamente, quali la liquidità della società dopo il rimborso, e il rispetto degli indicatori finanziari legati ai prestiti.
È previsto inoltre un sistema di controllo periodico per verificare l’andamento dei flussi finanziari.
Il nodo politico
La decisione ha anche un forte peso politico. Il Comune di Cagliari, che nella precedente assemblea si era astenuto in attesa di indirizzi del Consiglio comunale, dovrà ora assumere una posizione chiara. In gioco non c’è solo il futuro di Abbanoa, ma l’intero assetto della gestione idrica regionale e l’equilibrio tra Regione e Comuni.
Il diritto di recesso
Infine, i soci che non dovessero condividere la scelta potranno esercitare il diritto di recesso, con un valore di liquidazione delle azioni fissato a 1,22 euro per azione.











