A Quartu l’addio a Raffaele Massa, morto schiacciato da un container al porto: sequestrati i rimorchi

Folla nella chiesa del Sacro Cuore per il funerale dell’operaio 50enne, in prima fila i parenti e i colleghi della Grendi. Intanto, vanno avanti le indagini per accertare eventuali responsabilità


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I parenti e i colleghi della Grendi di Raffaele Massa hanno salutato per l’ultima volta il “gigante buono” 50enne, morto venerdì scorso al porto canale di Cagliari, schiacciato da un container. Nella chiesa di Quartu del Sacro Cuore in tanti hanno voluto dire addio a Massa, operaio esperto, da decenni impiegato nelle movimentazioni a bordo e fuori dalle navi che attraccano nell’area più industriale del lungomare cagliaritano. Massa ha lasciato la madre, due fratelli e una compagna. Ha regnato quasi sempre il silenzio, soprattutto durante le esequie in chiesa. All’uscita qualche amico del cinquantenne ha urlato “vai, Raffaele”, prima che il carro funebre marciasse, per pochi chilometri, sino al cimitero della terza città sarda.
Intanto, vanno avanti le indagini per capire cosa sia realmente accaduto venerdì scorso e per accertare eventuali responsabilità. Il magistrato ha dato l’ok al funerale di Massa e attende di avere tra le mani le relazioni degli esperti dello Spresal, arrivati sul luogo della tragedia insieme alle forze dell’ordine. Stando a quanto trapela, al momento dell’incidente Raffaele Massa era solo: sono state le sue urla ad attirare i colleghi che, una volta arrivati, hanno visto il corpo dell’operaio, esanime, per terra, e hanno solo potuto lanciare l’allarme e chiedere l’intervento dei soccorritori. Intervento che, però, è risultato vano: all’arrivo di medici e sanitari, infatti, Raffaele Massa era già morto.


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