Biciclette “incatenate” a Cagliari, esplode la polemica: la Fiab fa ricorso al Consiglio di Stato

I ciclisti cagliaritani furiosi dopo la decisione del Tar: “Alla base dell’impugnazione vi è la “carenza di rastrelliere” in città”


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Biciclette “incatenate” a Cagliari, esplode la polemica: la Fiab fa ricorso al Consiglio di Stato. I ciclisti cagliaritani furiosi: “In riferimento alla sentenza del TAR Sardegna che ha rigettato il ricorso che FIAB Cagliari ha presentato per impugnare l’articolo 19 del Regolamento di sicurezza e polizia urbana di Cagliari che stabilisce il divieto di incatenare le biciclette a infrastrutture pubbliche non destinate allo scopo,
La FIAB resta convinta della fondatezza del ricorso, volto a scalzare un divieto palesemente irragionevole nel contesto cagliaritano.

Alla base dell’impugnazione vi è la “carenza di rastrelliere” in città.

Nonostante tale carenza, emersa dalle indagini svolte nell’ambito del PUMS e costate pubbliche risorse, l’amministrazione comunale da un lato, preso atto delle le criticità della mobilità ciclistica, ha preso l’ impegno programmatico a colmare le carenze rilevate, e dall’altro lato ha adottato un divieto che va ad incidere su tali carenze, aggravandole.

L’amministrazione, infatti, consapevole della carenza di rastrelliere, anziché fornirle, ha vietato l’incatenamento ai supporti esistenti, impedendo di fatto l’unica “sosta sicura” delle biciclette.

La “carenza di rastrelliere” in città fa venir meno anche la lesione del decoro, alla cui tutela sarebbe finalizzato il divieto impugnato. Quanto all’aspetto “estetico” del decoro, la lesione dello stesso non può ravvisarsi in una bicicletta agganciata a un supporto che – in un contesto, come quello cittadino, degradato dal sovraffollamento di veicoli ben più invadenti – evoca il valore della sostenibilità ambientale; quanto all’aspetto “morale” del concetto di decoro, inteso come “rispetto degli spazi comuni”, esso potrebbe dirsi leso in un contesto dove, a fronte di rastrelliere abbondanti o, comunque, sufficienti e capillarmente distribuite, si agganci la bici al palo, in tal modo mostrando sprezzo all’ordine degli spazi pubblici.

Ma nel contesto del territorio cittadino dove manca una distribuzione capillare di rastrelliere, l’aggancio a un supporto qualsiasi rappresenta l’unica alternativa possibile di parcheggiare la bici per cui non può essere percepita come un mancato rispetto degli spazi comuni e della loro organizzazione.

Quindi è evidente come le argomentazioni dei giudici cagliaritani non soddisfino la FIAB che ha già dato mandato ai suoi legali per l’impugnazione del provvedimento davanti al Consiglio di Stato”, annuncia dunque ufficialmente la Fiab. 


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