A Cagliari soldi scomparsi, col bancomat anche per un paio di pantofole: “E noi commercianti paghiamo le commissioni”

La sfida al “nero” da gennaio, con le vendite in contati vietate sopra i mille euro? Lascia indifferenti i negozianti cagliaritani. Luigi Ciaccia: “400 euro persi ogni anno solo per il Pos, col tetto di spesa non cambierà nulla”. Marina Cappai: “Una parte piccola del guadagno finisce alle banche, ma non dico mai di no ai clienti: farò il balck friday”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

Mille euro in contanti? Sì. 1001 euro? No. Così sarà da gennaio 2022, ecco il piano del Governo Draghi per combattere il “nero”. Il tetto all’utilizzo delle banconote per qualunque acquisto scende nuovamente, per grosse spese sarà possibile solo utilizzare il bancomat o gli assegni: insomma, qualcosa che sia tracciabile. La sfida all’evasione in arrivo, però, non spaventa e non preoccupa i commercianti di Cagliari, alle prese con un boom di pagamenti con le carte. Bancomat, di credito, Postepay: tutto fa brodo e tutto crea falle nel guadagno finale. Una percentuale finisce nelle tasche della banca di turno e, quando c’è anche l’affitto del Pos, partono altre centinaia di euro all’anno. Insomma, più che dell’evasione, i negozianti hanno paura delle casse, le loro, vuote. O quasi. Luigi Ciaccia vende calzature in via Cocco Ortu: “Il tetto dei mille euro? Non è un mio problema, tanto qui non li spende nessuno. Tutti pagano con la carta, solo gli anziani hanno ancora i contanti. C’è chi utilizza il bancomat pure per un paio di pantofole da 20 euro, e le spese con la banca sono tutte a mio carico, a operazione spariscono anche un euro e trenta centesimi”, afferma. “Lo Stato vuole obbligare a far pagare tutti con le carte? Bene, allora ci dia il servizio gratis. Tanto”, osserva Ciaccia, “il nero non si combatte così. Uno può pagare 500 euro, poi altri cinquecento e poi ancora altri cinquecento. Non cambia niente, e ogni mese devo anche pagare 24.50 euro per l’affitto del Pos. Aveva ragione Giorgia Meloni, cento euro pagati in contanti al macellaio e che poi finiscono nelle mani di altre persone sono sempre cento euro, col bancomat no”.

 

Da via Garibaldi dice la sua anche Marina Cappai, venditrice di abbigliamento per uomo e donna e oggettistica. Lei è una di quelle negozianti che farà il “black friday”: “Sto preparando ancora la strategia, gli sconti saranno anche del 50 per cento. Ognuno è libero di farlo o di non farlo, non voglio sprecare un’occasione simile per avere pubblicità, l’occasione va sfruttata”. E i clienti, anche durante gli “sconti pazzi”, potranno pagare con le carte: “Come sempre, lo fanno già. Certo che c’è un calo del guadagno, dobbiamo mettere in conto le commissioni e con le nostre banche abbiamo stipulato convenzioni con le quali veniamo trattati il meglio possibile, ma una piccola parte finisce sempre a loro. Qui la gente paga con il bancomat anche uno, due o tre euro, non dico mai di no perchè non voglio perdere nessuna vendita. Magari chi oggi spende tre euro, domani torna e ne spenderà trecento”. E sul “black friday” rimarca: “Il guadagno è minore, ma fidelizziamo i clienti”.


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