Via il wi fi da piazza Carmine, i cagliaritani del no: “Paura e ostilità nei confronti dei poveri”

Lecis Cocco Ortu, Pd. “Una cosa inutile e sbagliata”. Gregorini: “ll fenomeno si sposterà semplicemente di qualche centinaio di metri, salvo una disattivazione totale del wifi nel centro città, verrà inoltre tolto un servizio pubblico nella piazza di accesso di Cagliari. Una genialata”

“Non ero in aula e non so cosa abbia detto il sindaco. Ma mi sembra una cosa inutile e sbagliata”. Matteo Lecis Cocco Ortu, consigliere comunale Pd, stronca la decisione del primo cittadino. Lo spegnimento del wifi in piazza del Carmine come misura tesa ad allontanare gli sbandati trova anche un fronte contrario. Duro anche Roberto Loddo, esponente della sinistra cagliaritana che parla di “aporofobia (dal greco: (á-poros), indigente, povero; e fobos, paura). E’ una fobia che rappresenta la paura e l’ostilità per la povertà o per i poveri. Può essere anche interpretata come la ripugnanza o l’ostilità davanti al povero o all’indifeso”.

Contrari non solo a sinistra. Per Roberto Mura, ex candidato di Forza Italia, “il sindaco di Cagliari allarga le braccia e dimostra di non avere gli strumenti e le capacità per garantire la sicurezza nella nostra città”. Mentre Stefano Gregorini, dell’Urban Center di Cagliari, definisce la decisione “una genialata. Viene spento il wifi in Piazza Matteotti ed in Piazza del Carmine”, scrive su facebook, “come misura anti degrado nella speranza che chi vi staziona, principalmente migranti e persone senza fissa dimora, vada da altre parti e “liberi” le piazze. Presumibilmente, il fenomeno si sposterà semplicemente di qualche centinaio di metri, salvo una disattivazione totale del wifi nel centro città, verrà inoltre tolto un servizio pubblico nella piazza di accesso di Cagliari, centro intermodale nel quale transitano pressoché tutti i turisti, croceristi e chi arriva dall’aeroporto, oltre che le decine di migliaia di persone che arrivano in città con i diversi mezzi pubblici”.


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