Villamassargia, paura per il monumentale ulivo che da quasi mille anni sovrasta Sortu Mannu: oggi è caduto un ramo di Sa Reina. Polemiche in paese: mentre il Comune attribuisce le cause a un tronco marcio, gli esperti ricordano che da tempo avevano lanciato l’allarme, inascoltato, sulle criticità di uno dei più antichi alberi della Sardegna.
Ferito, privato di un grosso ramo che è crollato al suolo all’improvviso: si è presentato così lo storico ulivo che sfoggia una circonferenza di ben 16 metri circa.
“Tempestivo è stato l’intervento della Compagnia Barracellare, che ha prontamente allertato l’Amministrazione comunale. Abbiamo richiesto le verifiche e l’attenta valutazione da parte del Corpo Forestale. L’accaduto è stato ricondotto alle condizioni del ramo, ormai marcio, compromesso prima dal periodo di siccità e successivamente dalle abbondanti piogge dell’ultimo periodo” ha spiegato il Comune.
“Il possessore della pianta è stato prontamente avvisato e, in accordo con lui, si è stabilito di avviare già da domani la raccolta delle olive, con l’obiettivo di alleggerire il carico sulla pianta e ridurre il rischio di ulteriori cedimenti”.
L’ente lancia un appello a tutti i possessori degli olivi di S’Ortu Mannu: considerata la buona annata e l’abbondante produzione, “invitiamo tutti a procedere quanto prima con la raccolta delle olive.
La collaborazione e l’attenzione di tutti sono fondamentali per tutelare il nostro patrimonio olivicolo e garantire la sicurezza delle persone e del territorio”.
Diversa, invece, è la posizione degli esperti: “L’albero monumentale è in serio pericolo”.
Nel 2023 l’illustre professore di botanica Gianluigi Bacchetta aveva lanciato l’allarme assieme a Ignazio Camarda, per molti anni ordinario di Botanica sistematica nell’università di Sassari, e Bernabè Moya, esperto di botanica. “Siamo vicini al punto di non ritorno e a nulla sono valsi gli studi condotti e i monitoraggi fitopatologici, biomeccanici ed ecologici”. Per “Sa Reina” era stato riscontrato che “l’albero ha un basso vigore vegetativo, scarsa crescita e una densità della chioma bassa; l’attività fisiologica è molto influenzata e diminuita a causa dell’intensità e della gravità degli attacchi dei diversi agenti patogeni identificati; la capacità di trasporto della linfa attraverso il tronco e dalla base dell’albero è di circa 1/3 del totale; a livello della base dell’albero, le radici fisiologicamente funzionali più vicine al tronco sono esposte all’esterno e presentano ferite, danni e segni di decomposizione dovuti a erosione e compattazione del terreno causati dal calpestio determinato dai visitatori che non rispettano l’area di protezione; si evidenzia la presenza di numerosi rami secchi distribuiti in tutta la chioma con presenza di tumori e assenza di fruttificazione”.
Lo stato biomeccanico presenta ampie aree del tronco e della base dell’olivo che hanno perso la funzione di ancoraggio e supporto, colpendole in circa 2/3. È riscontrata la “presenza di cavità, lesioni e fessure nel tronco e nei rami principali; deboli le inserzioni dei rami strutturali e secondari con limitazioni significative ai carichi dovute alla perdita di resistenza meccanica. Debolezza strutturale generalizzata, alto rischio di rottura e caduta”.
Erano inoltre stati evidenziati gli effetti negativi delle potature effettuate con cestello da persone non esperte di alberi monumentali.
“La natura presenta sempre il conto e quando non la si rispetta o si opera senza competenza, i danni possono essere irreparabili”.












