Villa Tigellio invasa dalle erbacce: “Non è da capitale della Cultura”

La denuncia dei residenti: “Un tesoro di inestimabile valore totalmente dimenticato”

Villa Tigellio invasa da erbacce, uno dei siti archeologici più importanti della città ostaggio dell’incuria da anni. Nel Piano triennale delle opere pubbliche l’area, tra via Tigellio e via Carbonazzi, risulta tra gli interventi previsti nei prossimi tre anni, con oltre 270 mila euro da spartire con i lavori di riqualificazione del Castello di San Michele. Ma per ora tra le rovine romane regna il degrado. “Abbiamo un tesoro di inestimabile valore – scrive Sara al numero di whatsapp 3420428755 – ma totalmente dimenticato e ricoperto di erbacce. Non è questa la Cagliari capitale della cultura che vogliamo”.

La storia di Villa Tigellio. Tra i piu’ importanti siti archeologici della Sardegna, l’aristocratica Villa attesta l’estensione dell’antico insediamento romano nella parte occidentale della città. Il complesso, situato nella via che prende il suo nome, è noto con il nome di Tigellio, un famoso poeta e cantore, vissuto durante l’età Augustea in epoca Romana. In realtà  è un’elegante abitazione di un quartiere residenziale della città romana di Karales, sorta durante l’epoca romana nel I sec. a.C.L’interesse intorno al complesso archeologico di Tigellio incomincio’ nella seconda metà dell’800 quando venne rinvenuta, all’interno di documenti, che vanno sotto il nome di “Codici d’Arborea”, una presunta biografia del dotto musico sardo Tigellio, che avrebbe acquistato terreni nella zona dell’Anfiteatro per costruirvi la propria lussuosa dimora.La prima serie di indagini archeologiche  portarono alla luce una parte di alcuni ambienti che, per il notevole utilizzo di stucchi di rivestimento, fu rinominata  Casa degli Stucchi.L’attività degli scavi proseguì negli anni ’60, con il Soprintendente alle Antichità della Sardegna, Gennaro Pesce: emersero altri ambienti, denominati Casa del Tablinio Dipinto ed un edificio termale, il cui pavimento in mattoni laterizi, testimonia il probabile alloggiamento delle suspensurae del calidarium termale.In conclusione, l’analisi delle strutture rinvenute, unitamente al recupero dei materiali ceramici, collocano l’area di Tigellio in un panorama cronologico compreso tra l’età repubblicana e il VI-VII secolo d.C.


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