Viene palpeggiata e si difende prendendo a pugni l’aggressore: così si è salvata la 15enne violentata a Cagliari

Il 21enne ghanese arrestato per violenza sessuale riconosciuto in foto dalla ragazzina che ha molestato ieri alla fermata del bus in viale Trieste. Il racconto choc: “Lui le ha stretto i seni e lei si è difesa prendendolo a pugni e urlando, riuscendo a farlo fuggire. Dopo poche ore l’abbiamo arrestato in via Roma”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA al commissario capo della squadra mobile Michele Mecca

Alvin Umar, il 21enne ghanese senza fissa dimora arrestato per violenza sessuale dalla polizia, è finito nel sacco “grazie” alla lucidità, nel riconoscerlo in alcune foto, della sua ultima giovane vittima, la studentessa quindicenne del Siotto che, ieri, è stata molestata alla fermata del bus in viale Trieste. A ricostruire quei drammatici momenti è il commissario capo della squadra mobile Michele Mecca: “Lui le ha messo le mani in mezzo alle gambe, toccandole poi le natiche e stringendole i seni. Dopo qualche istante di smarrimento, la ragazzina ha reagito, prendendolo a pugni e urlando, riuscendo così ad attirare l’attenzione di alcuni passanti”. A quel punto, vistosi scoperto, “il violentatore è scappato a piedi, in direzione della via Roma. La minorenne è rimasta molto traumatizzata dall’episodio, quando le abbiamo mostrato alcune fotografie non ha avuto il minimo dubbio nel riconoscere in Alvin Umar l’aggressore”. Così, sono subito scattate le indagini, con gli agenti del gruppo Falchi che hanno iniziato a perlustrare tutta la zona.

 

“Verso le sedici il ventunenne è stato notato dagli agenti in via Roma ed è stato subito bloccato e arrestato”, spiega Mecca. Il commissario capo della squadra mobile lancia anche un importantissimo appello: “Bisogna sempre denunciare qualunque tipo di molestia senza avere paura, le Forze dell’ordine sono qui per proteggere chiunque abbia anche questo tipo di problemi”. Un invito netto, quello di Mecca, legato all’arresto del ghanese. L’uomo, infatti, poteva essere fermato già cinque mesi fa, in seguito all’aggressione subita da una donna a bordo della metropolitana leggera: “Però, in quel caso, la vittima aveva avuto paura e non si era detta certa che il violentatore fosse proprio il ventunenne”.


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