Un giovane africano costretto a vivere in un cubo di cemento: caporalato a Siliqua, blitz dei carabinieri

Con una incredibile scoperta dentro un’azienda agricola del Sulcis: non solo due persone erano impiegate in nero, ma un ragazzo di 28 anni del Mali era tenuto segregato e senza bagni degni di questo nome

Un giovane africano costretto a vivere in un cubo di cemento: caporalato a Siliqua, blitz dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro. Con una incredibile scoperta dentro un’azienda agricola del Sulcis: non solo due persone erano impiegate in nero, ma un ragazzo di 28 anni del Mali era tenuto segregato e senza bagni degni di questo nome. Pagato solo qualche centinaia di euro, come riporta l’Ansa, il ragazzo lavorava da circa un mese in questa attività. Il proprietario dell’azienda è stato denunciato dai militari e rischia da uno a sei anni di carcere. Sono scattate diverse multe oltre alla sospensione dell’attività dell’azienda finita nel mirino.


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