Tentata truffa sulla strada per Macchiareddu il 25 aprile: “Così cercano di farti fermare”
Un episodio inquietante, avvenuto proprio in una giornata di festa quando le strade erano insolitamente deserte, riaccende l’attenzione su un tipo di raggiro purtroppo sempre più diffuso. A segnalarlo alla redazione di Casteddu Online è una cagliaritana, R.C., che ha voluto condividere quanto accaduto al marito, con l’obiettivo di mettere in guardia altre persone.
I fatti risalgono alla mattina del 25 aprile. L’uomo stava percorrendo tranquillamente la strada consortile verso la zona industriale di Macchiareddu, dove si stava recando per motivi di lavoro legati a controlli di sicurezza. Complice la festività, il traffico era quasi assente.
Durante il tragitto, un’auto si è avvicinata insistentemente da dietro, per poi sorpassarlo. Una manovra apparentemente normale, se non fosse che subito dopo il conducente ha iniziato a rallentare senza motivo, inducendo il marito della segnalante a effettuare a sua volta il sorpasso.
È a quel punto che è scattato il tentativo di raggiro: l’altro automobilista ha iniziato a lampeggiare con insistenza, cercando di farlo fermare. Convinto inizialmente che potesse esserci un problema alla propria vettura, l’uomo ha proseguito fino alla sua destinazione. Ma il sospetto è diventato certezza quando l’auto ha continuato a seguirlo anche dopo aver svoltato all’interno dell’area industriale.
Una volta fermo, l’altro conducente si è affiancato e ha iniziato ad aggredirlo verbalmente, sostenendo di essere stato urtato durante il sorpasso. Un’accusa falsa, accompagnata da toni aggressivi e intimidatori.
Il marito della segnalante, però, ha intuito subito la situazione e non è sceso dall’auto. Ha risposto con fermezza, invitando l’uomo ad allontanarsi e facendo capire di aver compreso il tentativo di truffa. A quel punto, il malintenzionato si è dileguato rapidamente.
Secondo il racconto, si trattava di un uomo tra i 35 e i 40 anni, alla guida di una Mercedes Classe A grigia scura. Ma, come sottolinea la testimone, il dettaglio del veicolo potrebbe essere irrilevante: “Potrebbe anche essere un’auto a noleggio. L’importante è riconoscere il metodo”.
La dinamica, infatti, è sempre la stessa: provocare o simulare un contatto tra veicoli per costringere la vittima a fermarsi, scendere dall’auto e trovarsi in una situazione di vulnerabilità. Da lì possono scattare richieste di denaro, tentativi di estorsione o, nei casi peggiori, furti e altro.
La donna ha deciso di raccontare quanto accaduto proprio per prevenire altri episodi: “Se succede a una persona anziana, a una donna o a chi ha meno esperienza, è facile spaventarsi e fermarsi. Bisogna invece mantenere la calma e non scendere mai dall’auto”.
Il consiglio è chiaro: in situazioni simili, non fermarsi in luoghi isolati, ma dirigersi verso zone frequentate o contattare immediatamente le forze dell’ordine. E soprattutto, diffidare da chi usa toni aggressivi o mette pressione, ma anche quando fossero gentili non ci si deve fermare, né abbassare il finestrino, e sempre accertarsi che l’auto sia chiusa.
Un episodio che si è concluso senza conseguenze, ma che rappresenta un campanello d’allarme. Informarsi e condividere queste esperienze può fare la differenza.











