hinterland / 9 Aprile 2020

I diabetologi del Brotzu: “La chiusura delle visite per i malati senza cure è un danno sanitario, telemedicina e poi cambiare mentalità”

La lettera aperta di Marco Songini e dei diabetologi del Brotzu, tanti diabetici sardi senza visite e senza cure: "La chiusura delle diabetologie per settimane o forse mesi  rappresenta un danno sanitario in cui tutte le parti in causa subiranno per il prolungato mancato accesso alle cure, bisognerà cambiare tante cose"

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cagliari / 21 Marzo 2020

“Brotzu, c’è un altro paradosso: gli addetti alla sanificazione lasciati soli, devono lavarsi i vestiti a casa”

A denunciare la grave situazione è Gianfranco Angioni della Usb Sanità: "Sono uomini e donne in carne e ossa, sono madri e padri di famiglia che oggi per uno stipendio di una media di 900 euro al mese mettono a rischio senza nessuna indennità economica aggiuntiva la propria incolumità. Oggi più che mai i circa 150 lavoratori si sentono abbandonati e preoccupati, si dicono non preparati ad affrontare il mostro invisibile del Coronavirus"

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cagliari / 20 Marzo 2020

Brotzu, in quarantena l’operatore di Radiologia positivo: “Ora ai medici serve anche il sostegno psicologico”

"In Urologia dopo la sanificazione di tutto il reparto, stanno ripartendo con con pochi pazienti e una attività minima. Parte del personale è a casa in riposo fiduciario necessario per smaltire la tensione dei giorni in cui sono rimasti chiusi in reparto. Nonostante siano negativi. Serve un sostegno psicologico", dice Attilio Carta della Uil

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cagliari / 18 Marzo 2020

Caos Brotzu, sos della Uil: “Procedimenti disciplinari verso gli operatori sanitari che esternano disagi e paure”

L'appello di Attilio Carta della Uil nei giorni choc del Coronavirus: "Sono altresì deprecabili le disposizioni atte ad attivare procedimenti disciplinari nei confronti degli Operatori che, spesso costretti a lavorare in assenza di “sicurezza” individuale e collettiva, inascoltati all’interno, osino esternare disagi e paure dovute al “pericoloso” contesto lavorativo, sia per loro che per i propri familiari. Col ricorso al “qui comando io”, oltre che scatenare nefasti conflitti giudiziali, non si va proprio da nessuna parte"

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