Il Super Green Pass per i vaccinati in vigore dal 6 dicembre. Draghi: “Non corriamo rischi, con qualche restrizione salveremo il Natale”

Anche in zona bianca e fino almeno al 15 gennaio, i no vax non potranno accedere col solo tampone a ristoranti, bar, palestre, cinema e teatri, musei e piscine. Sui mezzi pubblici arriva l’obbligo del certificato verde, ottenuto anche dopo tampone, che d’ora in poi avrà validità di 9 e non più 12 mesi. Invariata la durata dei test: 48 ore per gli antigenici, 72 per i molecolari. Per sanitari, forze dell’ordine e insegnanti scatta l’obbligo della vaccinazione

Anche in zona bianca e fino almeno al 15 gennaio, i no vax non potranno accedere col solo tampone a ristoranti, bar, palestre, cinema e teatri, musei e piscine. Sui mezzi pubblici arriva l’obbligo del certificato verde, ottenuto anche dopo tampone, che d’ora in poi avrà validità di 9 e non più 12 mesi. Invariata la durata dei test: 48 ore per gli antigenici, 72 per i molecolari. Per sanitari, forze dell’ordine e insegnanti scatta l’obbligo della vaccinazione. Il premier: “Bisogna convincere i no vax”. Speranza: “Ogni vaccino in più rafforza lo scudo per tutti”. In arrivo nella terza decade di dicembre le dosi per i piccoli fra 5 e 11 anni

L’obiettivo, dichiarato, è salvare il Natale. Evitando le chiusure e garantendo ai vaccinati un minimo di normalità che invece, visto l’aumento lento ma costante e inesorabile dei contagi da Covid, rischierebbe di naufragare travolgendo tutto, come sta succedendo in questi giorni in Germania, Austria, Russia e diversi altri Paesi. Il super Green Pass, riservato solo a vaccinati e guariti dal virus, sarà in vigore anche in zona bianca dal 6 dicembre al 15 gennaio, come stabilito dal decreto legge approvato in serata all’unanimità dal consiglio dei ministri. Poi si valuterà e, se necessario, sarà prorogato, mentre dovrebbe restare in vigore in zona gialla e arancione. Un tentativo non solo di mettere all’angolo i no vax ed evitare il più possibile contagi, ma anche un modo per provare a convincere lo zoccolo duro che ancora resiste a vaccinarsi. Se non lo faranno, a loro sarà vietato accedere a bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri, musei, stadi ed eventi, in tutti i luoghi di socializzazione insomma. Col il green pass base, ottenuto quindi anche dopo il tampone antigenico o molecolare, la cui validità resta invariata a 48 e 72 ore, si potrà solo andare a lavorare. E usare i mezzi pubblici, questa è l’altra novità del decreto: mentre finora si poteva salire a bordo di bus, treni e metropolitane senza mostrare alcuna certificazione, dal 6 dicembre e fino almeno al 15 gennaio sarà obbligatorio essere in possesso del green pass. Uno dei punti deboli legati a questa decisione è sicuramente quello dei controlli. “Li aumenteremo, tutte le forze dell’ordine saranno mobilitate”, ha detto il premier Mario Draghi nella conferenza stampa post consiglio dei ministri. “Difficile? Serve uno sforzo in più da parte di tutti, bisogna muoversi, ha aggiunto il premier”. L’ipotesi più probabile è che si proceda con controlli a campione ma molto serrati.

Dal 6 dicembre in poi in Italia il vaccino sarà obbligatorio per poliziotti, insegnanti e naturalmente sanitari. Intanto, il ministro Speranza ha annunciato che è in arrivo una nuova stretta europea: “Le nostre maglie sono già piuttosto strette, ma aspettiamo di sapere cosa deciderà l’Europa e, se serve, ci adegueremo”, ha annunciato. A proposito dell’unanimità di votazione sul decreto, a chi gli chiedeva come ha fatto a convincere Salvini, notoriamente ed esplicitamente contrario a ulteriori restrizioni, Draghi ha risposto: “Intanto abbiamo avuto input importanti dai governatori, anche da quelli della Lega”, arrivati soprattutto al ministro degli Affari regionali Gelmini. “E poi, abbiamo lavorato su una diversa prospettiva: non fino a che punto arrivare prima di chiudere, ma cosa fare per tenere aperto”.

Per quanto riguarda i vaccini per i bambini da 5 a 11 anni, Draghi e Speranza hanno spiegato di essere in attesa dell’ok dell’Ema, forse già domani. “Intanto, abbiamo deciso di iniziare immediatamente una importante campagna di vaccinazione, perché è prevedibile una certa esitazione nel vaccinare i più piccoli”. Il ministro della Salute Speranza ha spiegato che le dosi pediatriche per i più piccoli, naturalmente diverse rispetto a quelle utilizzate per immunizzare gli adulti, dovrebbero arrivare in Italia dalla terza decade di dicembre. “Nel frattempo, partirà una importante campagna di comunicazione: la nostra indicazione sarà quella di ascoltare medici e pediatri, di fidarsi della scienza e del personale sanitario, di seguire la voce degli esperti”.

Infine, la conferenza stampa per presentare il decreto è stata l’occasione per fare il punto sulla campagna vaccinale. “Ho già fatto la terza dose”, ha risposto Draghi a chi gli chiedeva se si fosse sottoposto al cosiddetto booster, sottolineando che “bisogna convincere i no vax”. Ed è quella la frontiera, quello l’obiettivo peraltro da sempre dichiarato del governo: aumentare la quantità di italiani vaccinati. “Ogni singolo vaccino in più rafforza lo scudo che ci protegge, e dunque serve tutta l’energia e tutti gli strumenti in campo per aumentare il numero degli immunizzati. Il primo obiettivo è far salire le somministrazioni, la campagna di vaccinazione è la vera priorità del nostro Paese”, ha detto Speranza, che ha ricordato un po’ di numeri, sottolineando come i risultati raggiunti in Italia siano stati eccellenti. “Abbiamo somministrato 94 milioni di dosi di vaccino in 11 mesi. Un numero pazzesco, se pensiamo che l’anno scorso a quest’ora non sapevamo neanche quando il vaccino sarebbe arrivato, le prime somministrazioni le abbiamo fatte il 27 dicembre ai sanitari. L’84,2% degli italiani ha completato il ciclo di vaccinazione, abbiamo già somministrato 4 milioni e 700mila dosi booster e ieri il numero record di 219mila richiami. Ringrazio il generale Figliuolo per lo straordinario lavoro che sta facendo ogni giorno”, ha concluso Speranza.


In questo articolo: