Clima sempre più teso tra le compagnie barracellari e la Regione Sardegna. Il coordinamento operativo regionale, insieme al sindacato autonomo e all’unione barracelli, torna all’attacco e rilancia la richiesta di sospensione immediata del disciplinare tecnico del 2018, avvertendo che senza un intervento rapido la campagna antincendio è a rischio. Al centro dello scontro il decreto assessoriale del 7 dicembre 2018, ritenuto dalle sigle inadeguato e pericoloso, sia sotto il profilo tecnico che giuridico, con ricadute dirette sulla sicurezza degli operatori e della circolazione. I rappresentanti del comparto denunciano l’assenza di risposte da parte dell’assessorato regionale agli enti locali, parlando apertamente di “muro di silenzio” e di una rottura nei rapporti istituzionali mai registrata in passato.
Lo sguardo è ora puntato sulla seduta del consiglio regionale del 15 aprile, considerata un passaggio chiave per sbloccare la vertenza. Intanto però la protesta prende forma sul territorio: diverse compagnie hanno già deciso di limitare il proprio impegno alla sola attività di avvistamento, rinunciando alla lotta attiva agli incendi, mentre altre non hanno sottoscritto i protocolli operativi. In alcuni casi è scattata anche la sospensione di servizi istituzionali ritenuti esposti a rischi normativi, una scelta definita necessaria per tutelare gli operatori. Le richieste restano tre: sospensione del disciplinare vigente, apertura di un tavolo tecnico per riscrivere le norme e ripristino del confronto con la Regione. In assenza di segnali concreti, avvertono le sigle, la mobilitazione è pronta a intensificarsi fino ad arrivare sotto i palazzi della politica regionale.











