Stampace piange Silvana Aquilotti, decana degli edicolanti a Cagliari

Classe 1922,il centro storico perde una grande donna sempre in prima lineaanche in difesa dei lavoratori

Vecchi d’età con più forza dei giovani. Energia degli ideali. Silvana Aquilotti, classe 1922, decana degli edicolanti, sindacalista delle grandi lotte e conquiste in Sardegna. Ha condiviso il confino politico con il padre Elio. Conobbe da giovanetta Antonio Gramsci, quando a Roma visitava i suoi genitori (Storiella de s’angioneddu). Prima donna iscritta, fin dalla sua rifondazione, al P.C.I. Sardegna, nell’immediato dopoguerra. Fervente attivista a fianco dei Pirastru, di Renzo Laconi e di tanti altri. Negli anni postfascisti percorreva in carretto le precarie strade della Sardegna per effettuare i primi comizi elettorali e propagandare il riscatto delle donne. Grande lavoratrice prima in fabbrica, poi dal 1954 nel campo dell’informazione, alla ricerca continua di garantire che il diritto all’informazione fosse per tutti e che tutti i giornali avessero parità di trattamento. Sempre presente ancora oggi alle manifestazioni per la difesa dei diritti dei lavoratori e delle garanzie costituzionali. Le più anziane dell’UDI la ricordano bene (Maria Cocco, Lidia Roversi….). Silvana Aquilotti classe 1922, classe da vendere. Classe da vendere, dura con se stessa, indomita, grandissima e nel contempo semplicissima. Donna di grandissima intelligenza e coerenza. Donna energica come raccontava contro gli “scelbini”. Presente nelle istituzioni, nonostante avesse tutte le carte in regola e la preparazione, come consigliere di circoscrizione nella sua Stampace. Diceva: nelle istituzioni andavano anzi noi mandavamo, i più preparati e capaci. Una vita colma di aneddoti, come se avesse vissuto una vita di 180 anni. Dall’arrivo in Sardegna con il padre, qui confinato, divenne più sarda dei sardi. Lucida sino alla fine, chiede di votare e gioisce alla risposta su chi avesse vinto le elezioni regionali. Allora noi abbiamo vinto. Appunto il plurale: abbiamo sempre combattuto, narrava. Avrebbe gradito salutare a pugno chiuso tenendo stretti tutti i sensi, noi ed il suo cuore. Ciao Compagna Silvana, che la terra ti sia lieve.