Un dossier ampio e tecnico, che punta a mettere in evidenza criticità normative, finanziarie e amministrative dell’operazione, sollevando dubbi sulla sostenibilità complessiva del progetto e sulla correttezza dell’iter seguito finora dall’amministrazione.
Tra i punti principali, Farris richiama l’attenzione sulla procedura di finanza di progetto adottata, sottolineando come l’attuale quadro normativo nazionale sia stato recentemente messo in discussione a livello europeo. In particolare, viene evidenziato il rischio di illegittimità dell’intera procedura alla luce delle contestazioni della Commissione Europea e della recente pronuncia della Corte di Giustizia UE sul diritto di prelazione del promotore.
Non meno rilevante, secondo il consigliere, è il tema del diritto di superficie previsto per 50 anni, che potrebbe esporre il Comune a rischi significativi, limitando la disponibilità dell’area e aprendo a possibili azioni esecutive da parte di creditori del concessionario.
Nel documento si contesta inoltre la congruità del canone di concessione, fissato in 50 mila euro annui: una cifra definita “simbolica” rispetto ai potenziali ricavi dell’impianto. Secondo le stime riportate, il mancato introito per il Comune potrebbe arrivare a oltre 36 milioni di euro nell’arco della concessione.
Ampio spazio è dedicato anche agli oneri a carico dell’ente pubblico, sia diretti che indiretti, e ai rischi finanziari nel lungo periodo, inclusi gli obblighi di accantonamento e i costi futuri legati alla gestione o riqualificazione dell’impianto.
Sul piano istituzionale, Farris solleva un possibile vizio di incompetenza, sostenendo che un’operazione di tale portata – con impatti economici e patrimoniali rilevanti per i prossimi decenni – debba necessariamente passare dal Consiglio comunale e non essere gestita esclusivamente dalla Giunta.
Infine, il dossier affronta il delicato tema degli aiuti di Stato, ipotizzando che il contributo pubblico complessivo – tra risorse regionali, comunali e intervento di Sfirs – possa configurare un vantaggio selettivo incompatibile con la normativa europea, con il rischio di obbligo di restituzione delle somme.
Un documento destinato ad alimentare il dibattito politico sul nuovo stadio e che potrebbe avere un peso significativo nel prosieguo dell’iter amministrativo.










