SS.554, allarme diossina nel campo rom: Mauro Pili scrive in Procura

Il deputato di Unidos, Mauro Pili ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Cagliari, allegando anche i report di inquinamento dell’aria della centralina posizionata a Monserrato, adiacente al campo rom abusivo tra Selargius e Mulinu Becciu, dove ogni giorno avvengono i roghi per estrarre il rame dalla plastica: “Una bomba ecologica pronta a scoppiare, qui c’è il rischio di tumori e malattie per i cittadini sardi continuamente esposti ai pericoli”


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“Si sta giocando con la salute dei cagliaritani e nessuno dice niente”. C’è un dato di cui nessuno parla, contenuto nel report sulla qualità dell’aria dove le misurazioni non si possono certo nascondere e la dicono lunga sull’allarme diossina sulla 554, tra Selargius e Su Planu: la centralina di via Sant’Angelo, a Monserrato, ha lo scopo di monitorare l’intera area e per un anno intero ha registrato concentrazioni di diossine e furani gravemente al di sopra rispetto ai riscontri dell’intera area metropolitana. Diossina dieci volte superiori all’intero sistema cagliaritano.

LA DENUNCIA. Un particolare dettaglio scritto nel report annuale delle centraline di monitoraggio: ”Un attentato alla salute pubblica di cui nessuno dice niente – denuncia il deputato di Unidos, Mauro Pili – si mette a rischio la sicurezza ambientale e nessuno fa niente. Si tratta di una soglia superata nella media annuale ma è chiaro che si sono con certezza registrati picchi decisamente ben più gravi nell’arco dell’anno. Non è un caso, la centralina è quella a maggior contatto ambientale con la strada statale 554 e in particolar modo con l’area del campo nomadi abusivo.

I DATI. Secondo Mauro Pili “il verdetto scritto nel report ufficiale è “nascosto” nei meandri della burocrazia ma è abbastanza chiaro: concentrazioni annuali delle diossine e furani nei siti monitorati nel 2015, si riscontrano concentrazioni annuali di diossine e furani con una criticità nella stazione di Monserrato, con valori in peggioramento e prossimi al valore di riferimento”. In realtà non si tratta di valori prossimi ma superati visti che il dato annuale riportato dalla stessa Arpas è di 0,109, mentre quello indicato nel valore di riferimento è 0,100. Quel che è più grave è che questo dato riguarda l’intero arco dell’anno, si tratta dunque di una media di valori. E’ evidente che nell’arco dell’anno, in determinati periodi, si sono raggiunte cifre ancora più gravi di diossina nell’area. Si tratta di un dato di una gravità inaudita considerate le decine di migliaia di persone che vivono in quell’area e nonostante ci siano gravissimi indizi verso quell’attività delinquenziale che ha trasformato quel campo nomadi in un inceneritore a cielo aperto nessuno ha deciso di andare sino in fondo per fermare questo scempio. E’impensabile che dinanzi ad un dato così abnorme nessuno abbia deciso di agire, ma il tutto sia stato relegato a un volume di numeri punto e basta: “Dopo questi dati – dice Pili – è ancora più urgente un intervento della Procura della Repubblica, mettere a rischio la salute pubblica dovrebbe essere un reato, anche a Cagliari”. 

L’ESPOSTO IN PROCURA. Nero su bianco, un esposto in Tribunale, circostanziato e dettagliato firmato dal deputato di Unidos, Mauro Pili, che ha come argomento l’incolumità sulla salute e igiene Pubblica, con l’inquinamento ambientale nell’area definita campo nomadi strada statale 554 fronte Motorizzazione Civile – Cagliari –  provvedimenti urgenti. “In qualità di cittadino sardo e deputato eletto nella circoscrizione Sardegna – si legge – denuncio quel che sta accadendo: da diverso tempo nell’area definita campo nomadi, si registra un contesto igienico sanitario di grave e pericoloso inquinamento ambientale che mette in pericolo la salute pubblica e la pubblica incolumità, al fine di accertare tale grave situazione, riscontrabile da chiunque si rechi in tale area: all’interno del campo nomadi è stata realizzata una vera e propria discarica a cielo aperto visibile su tutti i fronti e riconducibile alla gestione del campo stesso da parte degli occupanti; appare evidente a chiunque l’accumulo consistente e continuo di ogni genere di rifiuto che ha reso l’area una vera e propria zona franca dove sistematicamente viene attentata la salute pubblica con grave inquinamento ambientale dell’area a ridosso con popolosi quartieri della città di Cagliari. Si registrano sistematicamente e con sempre maggiore gravità incendi tesi a smaltire ogni genere di rifiuti trasformando quella discarica in un vero e proprio inceneritore, l’intera popolazione dell’area e l’ambiente circostante vengono gravemente ricoperti da una coltre di nubi nere chiaramente riconducibile alla distruzione di materiale inquinante che rilascia sostanze gravemente lesive della salubrità dell’aria e della salute dei cittadini sottoposti a questa quotidiana inalazione di sostanze tossiche. Un contesto che appare non solo grave sul piano penale dell’inquinamento ambientale ma anche per il mancato intervento delle autorità preposte a far cessare quel gravissimo attentato alla salute pubblica”.

I MANCATI PROVVEDIMENTI. “E’ evidente – prosegue l’esposto scritto di Pili – che si rileva una grave inadempienza e omissione da parte delle pubbliche autorità che ne hanno la diretta competenza all’intervento. Il Sindaco di Cagliari nella fattispecie, autorità sanitaria locale, ad oggi non ha ancora provveduto ad emettere provvedimento teso a risolvere la gravissima situazione igienico-sanitaria del sito lasciando l’area in un latente pericolo per l’intera comunità e per tutti coloro che sono costretti ad accedervi anche per la fruizione di pubblici servizi. La mancata adozione di un “provvedimento” costituisce un reiterato comportamento che ripropone il grave pericolo per l’igiene pubblica che si sta generando in quell’area per migliaia di persone che ogni giorno vivono e frequentano quell’area. Si chiede di valutare le responsabilità di quello che può configurarsi come un pericolo per la salute e l’igiene pubblica e quindi un’evidente omissione d’atti d’ufficio rilevante. Da qui un lungo decalogo con tanto di richiami su leggi e norme sulla tutela della salute pubblica e sull’urgenza legata ai gravi rischi snocciolati a dovere, con richiami espliciti del codice penale. Ora spetterà ai magistrati della Procura di Cagliari valutare eventuali violazioni di legge in relazione a quanto esposto dal deputato sardo.

 

 


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