Lo stabilimento si mangia la spiaggia libera, bagnanti in rivolta al Poetto: “Vogliono buttare i poveri in acqua”

“Cagliaritani cacciati dalla spiaggia libera”. Alla quinta fermata le concessioni ai privati sono state estese di 12 metri circa da ieri a oggi. E oggi una ventina di bagnanti hanno protestato occupando gli spazi in cui fino a ieri piantavano gratis l’ombrellone, scontrandosi coi titolari dello stabilimento. Arriva la polizia

Le misure anti Covid hanno convinto la Regione ad ampliare le concessioni per gli stabilimenti balneari. Che hanno così spazi più grandi per sistemare lettini e ombrelloni a pagamento. Il risultato è ovvio: si riduce la spiaggia libera e lo spazio per chi vuole farsi il bagno e la tintarella gratis.

Alla quinta fermata le concessioni ai privati sono state estese di 12 metri circa da ieri a oggi. E oggi una ventina di bagnanti della quinta fermata hanno protestato e hanno occupato gli spazi della spiaggia dove fino a ieri piantavano liberamente e gratuitamente l’ombrellone, scontrandosi coi titolari dello stabilimento che, probabilmente, avevano tutte le autorizzazioni.

In spiaggia anche la Capitaneria di porto e la polizia che hanno preso i nominativi dei bagnanti “ribelli”. “Per ora non è scattata nessuna multa, dovranno fare delle verifiche” spiega Giancarlo Pili, “da un giorno all’altro la spiaggia si è rimpicciolita. Così gli stabilimenti sono grandi e vuoti e la gente è stipata in spazi stretti. Ci stanno buttando in acqua, io sono di Cagliari. Dove devo andare in spiaggia libera a Quartu?”

“Alla quinta fermata si è ampliata anche la colonia e poi ci sono gli spazi per lo sport. Orami”, conclude Giuseppe Sanna, “siamo una riserva indiana”.

Il caso diventa politico.

“I cagliaritani cacciati via dalla spiaggia libera”, attacca Fabrizio Marcello, capogruppo Pd in consiglio comunale. Succede alla quinta fermata dove anche stamattina,  nel tratto di spiaggia libera i cittadini non potranno più prendere il sole, perché le concessioni si sono prese i loro spazi. Ricordo che il Pul prevedeva il 70% di superfici libere. Adesso la Regione toglie le funzioni ai comuni, toglie anche spazi ai nostri concittadini che non possono pagare. Il Poetto diventa così meno libero e solo per pochi”.

Sull’assegnazione delle concessioni demaniali marittime in carico da quest’anno alla Regione avevano presentato un’interrogazione in aula i Progressisti (prima firmataria Ghirra).


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