Sinnai dice addio a Maurizio Frigau, morto carbonizzato nell’auto finita fuori strada: “In paradiso serviva il muratore più bravo”

Folla per il funerale del 37enne che ha perso la vita nel terribile incidente a poche ore dalla Pasqua. Tra i banchi anche esponenti politici, le lacrime della moglie Lucia e dei due figli piccoli. La toccante omelia rivolta soprattutto ai bambini rimasti orfani del padre, di padre Biccai: “Ogni volta che sentirete una carezza e una tenerezza dalle mani di un altro, sarà lui che continua ad amarvi e farsi sentire”


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Sinnai si è fermata per l’addio, straziante a Maurizio Frigau, il 37enne di Sinnai morto nelle prime ore di sabato scorso. Il muratore stava rincasando dopo una serata con amici ed era pronto a trascorrere la Pasqua con la moglie Lucia Cogoni, di tre anni più piccola, e i loro due figli di sette e undici anni, Gabriele e Elisa. Il dramma è avvenuto sulla Provinciale 20: la Fiat Panda è uscita fuori strada, si è ribaltata e ha preso fuoco. Frigau è rimasto intrappolato tra le fiamme e i soccorritori, arrivati dopo ore in seguito alla prima segnalazione di fumo fatta da un altro automobilista di passaggio, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di una persona. Presenti, tra i banchi, alcuni esponenti politici comunali, poi gli amici e i conoscenti del trentasettenne. Al primo banco, avvolta dal dolore, la moglie. All’uscita del feretro, applausi e l’ultimo viaggio della bara sino al cimitero del paese. Le esequie sono state celebrate da padre Gabriele Biccai. Durante l’omelia ha riservato grandi e ampi spazi ai due bambini, rimasti tragicamente orfani del padre. Ecco, di seguito, un passaggio.
“Forse il silenzio sarebbe l’unica parola, il silenzio e le lacrime. Il Paradiso aveva bisogno di un grosso restauro e ha chiamato il muratore più bravo che c’è, questo volevo dire al piccolo Gabriele per il suo papà. Noi non siamo fatti per la morte, per questo è difficile da capire. Papà è in cielo, ma vi starà vicino, il suo modo sarà l’amore e tutte le volte che sentirete una carezza e una tenerezza dalle mani di un altro sarà lui che continua ad amarvi e farsi sentire. Gesù ha trasformato il ‘perchè?’ in ‘per chi?’. Per chi vive Maurizio? Vive per i suoi figli, per i suoi cari, continua a vivere per i suoi amici. Tutti noi lasciamo dei segni del nostro passaggio, segni materiali, ma soprattutto l’amore di Santa Teresa del bambin Gesù dice che voleva passare il tuo tempo a fare del bene sulla terra. Pensiamolo così, dicendo grazie per il suo amore e la sua dedizione alla creatività. Lucia, insegna ai tuoi figli questa passione che ha saputo donare Maurizio”.


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