Non cala la tensione nel centro storico di Cagliari dopo gli episodi di microcriminalità e disordine che hanno caratterizzato lo scorso fine settimana. La risposta del mondo produttivo non si è fatta attendere: questa mattina, FIPE Confcommercio Sud Sardegna ha riunito circa 45 operatori del Corso Vittorio Emanuele II per un confronto serrato sulle strategie da adottare per blindare la sicurezza urbana e tutelare lavoratori e avventori.
L’obiettivo dell’incontro è stato chiaro sin dalle prime battute: trasformare la preoccupazione in azione. I fatti recenti, tra schiamazzi incontrollati, minacce e furti, hanno acceso un campanello d’allarme che i commercianti non intendono ignorare. Al centro del dibattito, la necessità di creare un fronte comune che coinvolga non solo le imprese, ma anche e soprattutto le istituzioni e le forze dell’ordine.
Il grido d’allarme di Emanuele Frongia
“Quanto accaduto ci preoccupa profondamente e non può essere sottovalutato”, ha dichiarato con fermezza Emanuele Frongia, presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna. “Parliamo di episodi che colpiscono direttamente chi vive la città ogni giorno: lavoratori, imprenditori, cittadini e i tanti turisti che scelgono Cagliari. Il rischio concreto è quello di veder compromessa l’immagine di una città che, per vocazione, è bellissima, viva e accogliente”.
Secondo Frongia, il racconto di Cagliari non può e non deve essere ostaggio di questi episodi di degrado, ma la negazione non è una strategia percorribile. “Non possiamo ignorare la realtà. Per questo chiediamo alle istituzioni un confronto permanente e interventi concreti. Servono presidi adeguati, controlli costanti e, soprattutto, un coordinamento efficace nelle aree più sensibili del centro storico, diventate troppo spesso teatro di situazioni fuori controllo”.
Formazione e prevenzione: le nuove armi dei commercianti
Dall’incontro è emerso un dato significativo: la fragilità degli operatori davanti all’emergenza. Molti dipendenti e titolari di attività hanno confessato di trovarsi spesso impreparati di fronte a minacce, furti o escalation di violenza. La soluzione proposta da FIPE non è però solo repressiva, ma culturale e formativa. “Spesso non si sa come comportarsi davanti a una situazione di tensione”, prosegue Frongia. “È fondamentale insegnare a denunciare correttamente, spiegare come segnalare i fatti alle autorità senza esporsi a rischi inutili. Come associazione siamo pronti a fare la nostra parte: nei prossimi giorni avvieremo momenti formativi e incontri informativi dedicati proprio alla gestione delle criticità e alla cultura della legalità”.
Verso una rete stabile
L’incontro di oggi segna l’inizio di un percorso condiviso. L’idea è quella di una “rete stabile” tra pubblico e privato, dove il commerciante diventa una sentinella attiva sul territorio, capace di collaborare in tempo reale con le forze di polizia. La sicurezza, d’altronde, viene vista come un binomio inscindibile dall’accoglienza: un centro sicuro è un centro attrattivo, capace di generare economia e decoro.
“La sicurezza non è solo repressione”, conclude il presidente di FIPE Sud Sardegna, “è presenza sul territorio e prevenzione. Solo restando uniti potremo continuare a dimostrare che Cagliari resta una città straordinaria, aperta e ospitale per tutti”.
La palla passa ora alle istituzioni, dalle quali gli operatori si aspettano risposte rapide per evitare che il prossimo weekend si trasformi nell’ennesima cronaca di un sabato sera di paura.











